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Cronaca
23.02.2026 - 09:00
Foto di repertorio
A distanza di 53 anni dalla tragedia, il mistero della scomparsa di Sergio Tamburini, il camionista dell’azienda "Arcese Trasporti" tragicamente morto nel lago di Garda, potrebbe finalmente giungere a una conclusione. I resti umani recuperati nelle acque del lago nei giorni scorsi da un sub, infatti, potrebbero appartenere proprio a Tamburini, ma la certezza arriverà solo dopo il test del DNA, che dovrebbe essere effettuato nei prossimi giorni.
Nel 1973, Sergio Tamburini, 37 anni, e il suo collega Egidio Ducati Carloni, si trovavano a bordo di un camion carico di concime quando, nella notte del 26 maggio, l’automezzo precipitò nel lago dopo un drammatico incidente stradale. L'incidente avvenne lungo la Gardesana, nei pressi del Corno di Bò, quando il camion, tentando di superare un’auto parcheggiata, fu coinvolto in una collisione con una Fiat 128. La violenza dello schianto fece sfondare il guardrail e il camion si abbatté nelle acque del lago.
Mentre il corpo di Ducati Carloni fu ritrovato pochi giorni dopo a circa 40 metri di profondità, di Tamburini non si trovò alcuna traccia, nonostante numerosi tentativi di recupero effettuati negli anni, compreso un impegno intensivo nel 2018 che purtroppo non portò a risultati.
Il ritrovamento recente di alcune ossa nei pressi del punto esatto dell'incidente, ad opera di un sommozzatore di fuori provincia, ha riacceso le speranze. La segnalazione alle autorità competenti, inclusa la Procura della Repubblica, ha dato il via a una serie di accertamenti. Sebbene non si configuri alcun reato, è stato aperto un fascicolo per verificare se i resti appartengano a Tamburini, padre di tre figli.
Nei prossimi giorni, il gruppo "Volontari del Garda" di Salò si tufferà nuovamente nelle acque del lago per recuperare definitivamente i resti. Successivamente, come richiesto dalla famiglia, saranno eseguiti i test del DNA per confermare l'identità.
La vicenda che ha segnato profondamente la comunità di Arco e tutta la provincia si avvia quindi a una possibile conclusione, dopo un'intera vita di attesa e speranze infrante. Se i risultati del test confermeranno che i resti appartengono davvero a Sergio Tamburini, la famiglia e i figli dell’uomo potranno finalmente chiudere un doloroso capitolo che li ha tenuti in sospeso per oltre mezzo secolo.
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