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Trento, arrestato 26enne con droga e mille euro di banconote false: il curioso 'affare' con un presunto venditore napoletano

Hashish, banconote da 50 contraffatte e indagini sulla filiera delle false euro

Trento, arrestato 26enne con droga e mille euro di banconote false: il curioso 'affare' con un presunto venditore napoletano

Foto di repertorio

Una scena che sembra uscita da un racconto surreale: «È stupido comprare droga e quindi lo faccio con i soldi falsi», ha ammesso candidamente il protagonista davanti al giudice. È la confessione di un ventiseienne di Trento arrestato dopo essere stato notato mentre si aggirava in modo sospetto nel centro cittadino. Alla base del fermo, oltre al possesso di stupefacenti, la scoperta di banconote contraffatte per un totale di mille euro.


L’arresto è avvenuto venerdì pomeriggio in via Tommaso Gar: una pattuglia delle Volanti, impegnata in un servizio di controllo, ha incrociato il giovane, già noto alle forze dell’ordine e con precedenti per spaccio che gli erano costati anche un periodo trascorso nel carcere di Spini di Gardolo. Alla vista degli agenti il ventiseienne ha tentato la fuga; dopo un breve inseguimento e l’arrivo di una seconda Volante è stato bloccato. Durante la perquisizione immediata gli agenti hanno trovato nello zaino alcune dosi di hashish e due banconote da 50 euro risultate false. La successiva ispezione domiciliare, nell’abitazione del giovane dove vive con la famiglia, ha portato al rinvenimento di altre banconote contraffatte per 800 euro (tutte da 50 euro), circa 40 grammi di hashish, un bilancino di precisione e mille euro in contanti riconosciuti come veri, che gli investigatori ritengono probabile provento di attività di spaccio.

In aula il ventiseienne ha tentato di giustificarsi: ha detto di aver comprato le banconote false da «un napoletano» e di averle pagate 150 euro per mille euro complessivi, sostenendo che lo stupefacente fosse per uso personale e che l’hashish gli servisse per rilassarsi. Gli investigatori non sembrano trovare pienamente convincente questa versione, anche alla luce del quantitativo di droga e della presenza del bilancino. Si è inoltre appreso che due delle banconote contraffatte sarebbero già entrate in circolazione: per questo la polizia ha avviato accertamenti per risalire al fornitore e al luogo di produzione delle monete false.

Il 28 febbraio il giudice Luigi Lunardon ha convalidato l’arresto ma disposto la liberazione del giovane. La pubblica ministero di turno, Alessandra Liverani, non ha chiesto misure cautelari. L’imputato è tornato libero in attesa della prossima udienza, fissata per luglio, dopo che l’avvocato d’ufficio Giuliano Valer ha richiesto un rinvio per visionare gli atti e definire la strategia difensiva. Il giudice ha motivato il rinvio con la necessità di «valutare il comportamento» del ragazzo e «vedere se inizierà un percorso di vita più edificante», parole che sottolineano il duplice aspetto — penale e sociale — della vicenda.


L’azione delle Volanti di Trento dimostra la costanza dei controlli sul territorio, in particolare nelle aree cittadine frequentate dai giovani. Il recupero delle banconote false e il sequestro dello stupefacente rappresentano un risultato operativo, ma anche l’inizio di verifiche più approfondite che potrebbero portare a sviluppi investigativi sul presunto fornitore indicato dall’arrestato.

Resta ancora da chiarire se il ventiseienne abbia agito da solo o per conto di una rete più ampia, quale fosse la reale destinazione del denaro contante trovato in casa e se il racconto del «napoletano» abbia fondamento. Le indagini sulla filiera delle banconote false e sulla reale origine dei mille euro veri sequestrati saranno decisive per ricostruire l’intera vicenda.

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