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Morti in bici sulle strade trentine, +52% in cinque anni

A Trento l’allarme di Fiab e Federciclismo: serve mobilità sicura e infrastrutture dedicate

Morti in bici sulle strade trentine, +52% in cinque anni

Foto di repertorio

La sicurezza dei ciclisti sulle strade della provincia di Trento è un’emergenza crescente. Dal 2019 al 2024 la mortalità in bicicletta è salita del 52%, con 38 vittime e 1.720 feriti solo nel 2024, secondo i dati diffusi durante la presentazione dell’iniziativa “Sulla buona strada”.

L’evento, lanciato nel 2025 dopo i tragici incidenti che avevano tolto la vita ai giovani ciclisti Sara Piffer e Matteo Lorenzi, ha raccolto le voci della comunità locale e degli esperti: “Questi numeri sono inaccettabili” – ha sottolineato Daniela Baraldi, presidente della sezione trentina di Fiab – si tratta anche di un tema di sanità pubblica.

Tra le azioni proposte dai promotori ci sono controlli più serrati sulla velocità, rispetto della distanza minima di 1,5 metri dai ciclisti, ampliamento delle zone a 30 km/h in città, piani provinciali per la mobilità ciclistica, educazione stradale nelle scuole e realizzazione di piste ciclabili sicure.

La manifestazione del 14 marzo a Trento si propone come “un appello alla sicurezza e contro la violenza stradale”, con la partecipazione di campioni locali come Gilberto Simoni e Daniel Oss. Renato Beber, presidente del Comitato Fci di Trento, ha evidenziato come molte delle richieste avanzate nel 2025 siano rimaste sulla carta e abbia ribadito l’obiettivo di rendere l’evento un appuntamento fisso: “La sicurezza stradale richiede attenzione continua”.

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