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Cronaca
09.03.2026 - 17:11
Foto di repertorio
Una videochiamata erotica, inizialmente privata e apparentemente giocosa su TikTok, si è trasformata in un incubo per un uomo residente a Vedelago. La conversazione, condotta tramite un profilo social fasullo di una donna, è culminata in una minaccia di diffusione del filmato a sfondo sessuale, con richiesta di denaro per evitare la pubblicazione online: uno schema tipico della cosiddetta “sextortion”.
Grazie alla prontezza della vittima, che ha rifiutato di pagare e ha denunciato l’accaduto, le indagini hanno permesso di risalire ai responsabili. E.N., 20enne di Varese, difeso dall’avvocato Diego Melioni, è stato condannato oggi, 9 marzo, a 1 anno e 2 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena. Il secondo imputato, un uomo di 48 anni originario della Costa d’Avorio, è stato invece assolto.
Secondo l’accusa, i due, insieme a un terzo complice non ancora identificato, avevano utilizzato un profilo falso per adescare la vittima e convincerla a compiere atti sessuali davanti alla videocamera. Ignara, la vittima non sapeva che l’intera “performance” veniva registrata. Dopo la chiamata, i ricattatori hanno chiesto mille euro tramite carta Postepay, minacciando la pubblicazione del materiale sul web.
Il rifiuto della vittima ha fatto fallire il piano dei malviventi, permettendo alle autorità di rintracciare i responsabili attraverso la tracciabilità della carta e dei profili social utilizzati.
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