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Cronaca
10.03.2026 - 08:00
Foto di repertorio
Un mese e mezzo di coma farmacologico, la amputazione di una gamba e una lunga riabilitazione. Sono le drammatiche conseguenze di un incidente avvenuto nella notte del 31 gennaio 2023 sulla strada provinciale 233, all’altezza di Zambana, in direzione Trento.
La vittima, allora trentanovenne, era stata travolta da un autocarro mentre stava cambiando la ruota della propria auto ferma a bordo strada. Oggi, a distanza di oltre due anni, l’inchiesta della Procura si avvia verso l’archiviazione.
L’incidente nella notte
Erano circa le 2.15 quando l’uomo, sceso dall’auto per sostituire la ruota anteriore sinistra, è stato centrato dal mezzo pesante. L’impatto gli ha causato ferite gravissime alla gamba, tanto da rendere necessaria l’amputazione dell’arto dopo un lungo ricovero. Alla vittima è stato riconosciuto un danno biologico del 50%.
L’unico indagato è il camionista, un cinquantenne trentino. Secondo il suo racconto ai carabinieri, l’uomo avrebbe avvertito un colpo mentre guidava e si sarebbe fermato poco più avanti, in una piazzola di sosta, per capire cosa fosse accaduto. Solo allora avrebbe visto l’auto ferma e la persona a terra, chiedendo immediatamente aiuto.
L’ipotesi della Procura
Nei confronti del conducente del camion era stato aperto un fascicolo per lesioni stradali gravissime. Tuttavia, la Procura ritiene che possano mancare responsabilità penali.
Nella richiesta di archiviazione viene evidenziato che il tratto di strada non era illuminato, che l’auto della vittima aveva le luci spente e che l’uomo, presumibilmente chinato mentre lavorava alla ruota, non indossava un giubbotto catarifrangente. In queste condizioni, secondo l’ipotesi accusatoria, il camionista potrebbe non essersi accorto della sua presenza.
L’opposizione della vittima
La parte offesa, attraverso il proprio legale, si è opposta alla richiesta di archiviazione. Secondo la difesa, alcuni elementi farebbero pensare a una dinamica diversa.
L’avvocato sostiene che il bagagliaio dell’auto fosse aperto e illuminato e che le frecce di emergenza fossero attive, creando quindi una visibilità sufficiente per segnalare la presenza del veicolo fermo. Inoltre, altri camion transitati poco prima non avrebbero urtato né l’auto né la persona.
La difesa chiede anche ulteriori accertamenti medico-legali: le ferite alla coscia che hanno portato all’amputazione, secondo questa tesi, sarebbero incompatibili con una posizione completamente china della vittima. Se l’uomo fosse stato inginocchiato, l’urto avrebbe dovuto interessare soprattutto il tronco.
La decisione del giudice
Il giudice per le indagini preliminari ha accolto alcune richieste procedurali concedendo alla difesa dell’indagato un nuovo termine per depositare una memoria scritta.
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