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Salute e giustizia

Trapianto fatale a Napoli: sette indagati per omicidio colposo tra Campania e Trentino Alto Adige

I Carabinieri dei Nas di Napoli e Trento ascoltano i sanitari coinvolti nelle diverse fasi dell’intervento: nel mirino anche l’espianto dell'organo a Bolzano

Il tributo al piccolo Domenico davanti all'ospedale di Napoli

Il tributo al piccolo Domenico davanti all'ospedale di Napoli

Proseguono le indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e quattro mesi deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore non riuscito. I carabinieri del Nas di Napoli e quelli dello stesso nucleo di Trento stanno continuando ad ascoltare i sanitari coinvolti nella vicenda per ricostruire ogni fase della procedura medica.

Sono sette i medici dell’ospedale partenopeo iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. Tra loro figurano i componenti dell’équipe che a Bolzano ha eseguito l’espianto dell’organo — poi giunto a Napoli danneggiato dalle basse temperature provocate dall’utilizzo di ghiaccio secco al posto di quello tradizionale — e i medici che nel capoluogo campano hanno effettuato il trapianto.

Un passaggio centrale dell’inchiesta sarà l’incidente probatorio, che dovrebbe concludersi l’11 settembre, anche se non è escluso uno slittamento in base agli ulteriori contributi dei consulenti di parte.

Una tappa particolarmente rilevante è fissata per il 28 aprile: all’istituto di medicina legale di Bari i periti nominati dal tribunale e i consulenti degli indagati effettueranno nuovi accertamenti sul cuore del bambino e su quello espiantato a Bolzano. Entrambi gli organi sono stati posti sotto sequestro e saranno oggetto di analisi tecniche per chiarire le cause che hanno portato al fallimento del trapianto.

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