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Panico a Monselice: tre bambini lanciano oggetti dal balcone. Non è la prima volta

I ragazzini di 9, 10 e 11 anni erano già noti per atti simili

Panico a Monselice: tre bambini lanciano oggetti dal balcone. Non è la prima volta

Foto di repertorio

Torna l’allarme a Monselice, dove ieri pomeriggio, tre ragazzini di 9, 10 e 11 anni, hanno lanciato oggetti dal balcone della loro abitazione, provocando una scena di panico in piazza Ossicella. Sanpietrini, sassi e addirittura un posacenere sono finiti su auto parcheggiate e pedoni in transito, causando il blocco del traffico e impedendo ai proprietari dei veicoli di avvicinarsi.

L'episodio, avvenuto intorno alle 14:00, ha spinto i residenti della zona a chiamare immediatamente le forze dell'ordine. Sul posto sono intervenuti Carabinieri, Polizia locale e una squadra del 118. La situazione si è complicata ulteriormente quando uno dei bambini è salito sul cornicione del terrazzo per sfuggire ai poliziotti, mettendo a rischio la propria vita.

Dopo ore di tensione, le forze dell'ordine sono riuscite a riportare la calma e a recuperare i ragazzini. Il personale sanitario ha verificato le loro condizioni, confermando che, fortunatamente, non erano in gravi pericolo. Al termine dell’intervento, i tre bambini sono stati riaffidati alla madre, presente durante l’accaduto.

Precedenti inquietanti

Quella di ieri non è la prima volta che i tre ragazzini sono protagonisti di episodi simili. Già a novembre 2025, i bambini avevano lanciato sassi contro auto in sosta e vetrine di negozi. A seguire, nei giorni successivi, avevano preso di mira anche i passanti e le forze dell'ordine, con insulti e aggressioni. L’apice della violenza si era raggiunto il 17 novembre, quando i ragazzini avevano lanciato coltelli da cucina, pentole e biciclette dal loro balcone, colpendo passanti e richiamando l’intervento di Polizia e Carabinieri.

Riflessi sul territorio

Dopo il recente episodio, a Monselice sono comparsi alcuni manifesti che sembrano essere stati affissi dal Comitato Re Migrazione. I manifesti mettevano in evidenza il rischio di una “trasformazione in terzo mondo” della città, alimentando un clima di allarme sociale. Le autorità stanno ora indagando sulle affissioni, che potrebbero configurare un reato di istigazione all'odio razziale.

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