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Cronaca
13.03.2026 - 16:00
Foto di repertorio
È iniziato oggi il lungo processo relativo allo scandalo dei falsi Green Pass che ha scosso la Marca nel 2022. Il procedimento, che ha preso il via venerdì 13 marzo, riguarda un’inchiesta dei Nas che si è conclusa nel 2023 e ha portato alla denuncia di numerosi soggetti, accusati di associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico.
Al banco degli imputati ci sono figure di rilievo come Marzia Carniato, ex direttrice sanitaria del centro "Salute e Cultura" di Fiera, la biologa Elisa Finco e i rispettivi compagni Antonio Luigi Bruscaglin e Alessandro Brunello, oltre ad altri 19 indagati, tra cui l'ex prefetto di Treviso, Maria Augusta Marrosu, accusata di aver usufruito del sistema illecito per ottenere il Green Pass senza averne diritto.
Nel corso della prima udienza, si è immediatamente scatenata una vera e propria "battaglia" legale tra la difesa e la Procura, con gli avvocati degli imputati che hanno presentato un’eccezione preliminare per contestare l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche. Questi ascolti, infatti, rappresentano una parte fondamentale dell’impianto accusatorio. La decisione su tale richiesta è attesa per la prossima udienza, fissata per il 14 aprile 2026.
Una delle figure centrali del processo, Maria Augusta Marrosu, l'ex prefetto di Treviso, ha scelto di affrontare il dibattimento pubblico, rifiutando riti alternativi.
Secondo l'accusa, il sistema messo in piedi dal centro “Salute e Cultura” consisteva nell’emissione di falsi certificati Covid, attraverso l’utilizzo di tamponi falsificati o il clonaggio di codici QR di persone vaccinate. I certificati venivano poi inseriti nel sistema regionale, inducendo in errore le autorità sanitarie e consentendo a molte persone di ottenere il Green Pass senza averne i requisiti.
Le indagini, che hanno preso il via nel 2022 a seguito di una segnalazione riguardante la firma di certificati da parte della direttrice sanitaria in assenza, hanno portato alla scoperta di un meccanismo ben collaudato. Grazie alle intercettazioni, gli investigatori hanno rivelato che il sistema di rilascio illegale dei Green Pass aveva coinvolto persone da tutta Italia, provenienti anche da fuori regione, e che la rete di falsificazioni si era rapidamente diffusa grazie al "passaparola".
Inoltre, una serie di post pubblicati sui social da Marzia Carniato ha sollevato ulteriori interrogativi, in quanto alcune delle sue pubblicazioni sembrano esprimere critiche nei confronti della campagna vaccinale e delle “morti improvvise” legate al vaccino, facendo sembrare che fosse contraria alla vaccinazione.
Lo scandalo ha inizialmente coinvolto circa sessanta persone, tra cui anche vari professionisti del centro “Salute e Cultura”. Oltre ai 23 imputati, altre persone hanno chiuso il caso con patteggiamenti e messa alla prova, mentre alcune sono state prosciolte durante le indagini.
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