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Cronaca
13.03.2026 - 16:10
Foto di repertorio
Un’azione criminale ben orchestrata è stata fermata sul nascere grazie all'intervento tempestivo dei Carabinieri di Lavis. Nel tardo pomeriggio di ieri, 12 marzo, i militari sono riusciti a fermare una donna che stava cercando di truffare un anziano del paese, spacciandosi per un incaricato dei Carabinieri.
La truffa era iniziata con una telefonata al 70enne, da parte di un uomo che si presentava come un comandante dei Carabinieri. Il truffatore aveva ingannato l'anziano dicendogli che, a seguito di una rapina avvenuta nei giorni precedenti, alcune prove lo collegavano al reato. Con il pretesto di dover verificare la situazione, il falso militare aveva chiesto all’uomo di preparare tutti i suoi gioielli per una consegna a una presunta incaricata del tribunale, che sarebbe passata a ritirarli.
Fortunatamente, la moglie dell’uomo, insospettita dalla telefonata, aveva immediatamente contattato i veri Carabinieri. I militari, una volta ricevuta la segnalazione, avevano dato precise indicazioni alla vittima su come comportarsi durante la telefonata e predisposto un intervento sul posto. Poco dopo, quando la donna incaricata di ritirare i gioielli si è presentata, i Carabinieri sono intervenuti, arrestandola in flagranza di reato. La truffatrice è stata arrestata e portata in carcere a Trento in attesa delle decisioni dell'autorità giudiziaria.
Questo episodio sottolinea ancora una volta l’importanza di segnalare prontamente alle forze dell'ordine qualsiasi richiesta sospetta, soprattutto quando riguarda oggetti di valore o denaro. I Carabinieri hanno ricordato che nessun membro delle forze dell'ordine chiederà mai la consegna di denaro o beni materiali direttamente a casa.
Non è la prima volta che i Carabinieri di Lavis si trovano a intervenire in operazioni simili. Solo pochi giorni fa, infatti, erano riusciti a recuperare 200mila euro sottratti a un imprenditore della zona, che era stato vittima di un altro raggiro telefonico. In quel caso, i truffatori si erano finti operatori di un noto circuito di pagamenti elettronici, inducendo la vittima a trasferire ingenti somme di denaro. Grazie all'intervento tempestivo delle forze dell'ordine, il denaro è stato recuperato prima che potesse essere trasferito, e l’importo restituito integralmente alla vittima.
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