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Cronaca
16.03.2026 - 12:00
Foto di repertorio
La Procura generale di Venezia ha avanzato una nuova richiesta di perizia tecnica sui telefoni cellulari di Anica Panfile e di Franco Battaggia, nell’ambito del processo d’appello per l’omicidio della 31enne romena, strangolata e ritrovata morta nel fiume Piave nel maggio 2023.
Il sostituto procuratore Maria Giulia Rizzo intende far luce sui tabulati che potrebbero ricostruire gli spostamenti della vittima e chiarire il ruolo di Battaggia, già assolto in primo grado lo scorso 2 luglio “per non aver commesso il fatto”.
Secondo l’avvocato difensore di Battaggia, Fabio Crea, la perizia confermerà l’innocenza del suo assistito: i dati dei telefoni dimostrerebbero che l’uomo si trovava altrove al momento del delitto. Durante il primo grado di giudizio, la Procura di Treviso aveva respinto le richieste di eseguire verifiche sui dispositivi mobili, sostenendo che i dati fossero coerenti con l’accusa, poiché il telefono di Anica sarebbe stato spento mentre si trovava a casa di Battaggia dopo l’omicidio.
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