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Cronaca
01.04.2026 - 08:50
Foto di repertorio
Due attivisti trentini sono stati condannati in via definitiva per oltraggio a pubblico ufficiale, un reato che scaturisce da un episodio di tensione avvenuto nel settembre 2020, nel pieno dell’emergenza Covid-19. I due, Matteo Nascimben e Marta Mulas, membri di una cellula anarchica locale, sono stati coinvolti in un alterco con gli agenti di polizia durante un controllo di routine a Trento, nel quartiere di Santa Maria Maggiore.
Quella sera, alcuni poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia stavano effettuando verifiche straordinarie sul rispetto delle misure anti-Covid quando si sono avvicinati a un gruppo di quattro persone, due uomini e due donne, che non rispettavano le disposizioni governative, non indossando la mascherina e non mantenendo la distanza sociale. Al momento del controllo, uno degli individui ha inizialmente rifiutato di fornire i propri documenti, per poi reagire con insulti verbali nei confronti degli agenti. “Vergognatevi, fate schifo, siete inutili” sono state alcune delle offese proferite.
Le offese non sono state isolate: un’altra antagonista, Marta Mulas, ha aggiunto ulteriori insulti, “Siete delle m…, fate schifo, vergognatevi”, attirando l’attenzione di altre persone che hanno iniziato a contestare il comportamento delle forze dell’ordine. La situazione si è intensificata, tanto che è stato necessario l’intervento di altre volanti della polizia per riportare la calma.
Successivamente, una decina di attivisti si è radunata davanti alla questura per chiedere il rilascio delle due persone coinvolte. Durante quei momenti di alta tensione, il comportamento degli imputati è stato oggetto di un’ulteriore valutazione legale. I due attivisti, Nascimben e Mulas, sono stati processati e condannati in primo grado: 8 mesi di reclusione per il primo, 5 mesi e 20 giorni per la seconda. La condanna include anche un risarcimento per i poliziotti offesi, che riceveranno 200 euro ciascuno.
I quattro agenti del Reparto Prevenzione Crimine, che si sono costituiti parte civile, riceveranno un risarcimento di 400 euro a testa. Dopo la conferma della sentenza in appello, gli imputati hanno cercato di fare ricorso in Cassazione, ma la Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, rigettando la difesa che contestava la configurazione dell’oltraggio, sottolineando che le offese erano state effettivamente percepite dalle persone presenti.
I due anarchici sono anche coinvolti in altri episodi di disordini avvenuti nell'autunno 2020, tra cui una protesta fuori dal carcere e un incendio a un cassonetto in zona San Pio X, che aveva addirittura bloccato un'ambulanza. In relazione a questi fatti, 25 attivisti sono stati condannati a un totale di 23 anni di pena.
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