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Politica
01.04.2026 - 10:43
Le forze dell'ordine al lavoro
La Questura di Padova, con il supporto dei Carabinieri di Tombolo, ha eseguito martedì 31 marzo l’ordinanza di sospensione per 45 giorni di un pubblico esercizio sito a Tombolo. La decisione è arrivata al termine di un'accurata indagine, che ha confermato la costante presenza di gravi irregolarità all’interno del locale, che era diventato un vero e proprio punto di aggregazione di soggetti con precedenti penali, cittadini stranieri irregolari e persone sottoposte a misure di prevenzione.
Il provvedimento si inserisce in una lunga serie di episodi problematici, che hanno visto il locale trasformarsi in un centro di illegalità. I controlli effettuati tra il 2023 e il 2026 hanno evidenziato come il locale fosse frequentato abitualmente da persone gravate da reati contro la persona e il patrimonio, nonché da soggetti coinvolti in attività legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Inoltre, sono emersi numerosi episodi di violenza, tra cui rapine, furti, risse e il recente deferimento per ubriachezza molesta di un cliente nel marzo 2026.
Già in passato, il locale era stato destinatario di provvedimenti di sospensione della licenza: due in particolare, nel 2023, rispettivamente per 15 e 30 giorni, a causa di episodi di violenza e violazioni amministrative. Tuttavia, nonostante i provvedimenti, la gestione del locale non era cambiata. La cessione dell'attività nell’aprile 2024, che ufficialmente aveva trasferito la proprietà a una nuova società, è stata ritenuta puramente formale, con la precedente titolare che continuava a gestire il locale di fatto, sfuggendo ai controlli delle autorità.
In aggiunta alla violenza, sono state riscontrate anche gravi irregolarità amministrative. Tra queste, l’impiego di lavoratori in nero, la violazione delle normative sul gioco e l'uso illecito di apparecchi da intrattenimento al di fuori degli orari consentiti. Le forze dell'ordine hanno anche ricevuto numerose segnalazioni da parte dei residenti locali, che denunciavano degrado sociale, atti vandalici, schiamazzi e spaccio di sostanze stupefacenti nell'area circostante il locale.
La Questura di Padova, attraverso il Questore Marco Odorisio, ha sottolineato che la chiusura del locale si è resa necessaria per motivi di ordine e sicurezza pubblica, poiché l’attività esercitata in quel locale rappresentava un rischio concreto per l'incolumità dei cittadini e per la tranquillità della zona.
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