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Allarme truffe via Sms: cresce il fenomeno dello “smishing” nel Polesine

L’Ulss 5 avverte i cittadini: “Non siamo noi. Non richiamate quei numeri”

Allarme truffe via Sms: cresce il fenomeno dello “smishing” nel Polesine

Immagine di repertorio

Nel Polesine torna a farsi sentire con forza l’allarme per le truffe via Sms. L’Ulss 5 Polesana lancia un nuovo avviso alla cittadinanza dopo l’ennesima ondata di messaggi ingannevoli che, sfruttando il nome dell’azienda sanitaria, tentano di raggirare gli utenti.

Si tratta di una campagna fraudolenta che prosegue ormai da mesi, a fasi alterne, e che continua a colpire numerosi cittadini. I messaggi invitano a contattare con urgenza numeri a pagamento — spesso con prefisso 89 — facendo riferimento a presunte comunicazioni sanitarie, come prenotazioni Cup, vaccinazioni o altri servizi. Ma è tutto falso.

L’azienda sanitaria ribadisce con fermezza la propria totale estraneità: nessun Sms di questo tipo viene inviato dall’Ulss. L’invito è quindi a non richiamare i numeri indicati e a ignorare il contenuto dei messaggi.

Il fenomeno rientra nella cosiddetta pratica dello “smishing”, una forma di phishing realizzata tramite Sms. L’obiettivo principale è generare traffico verso numeri a pagamento, con il rischio immediato — soprattutto per chi non dispone di tariffe flat — di ritrovarsi il credito telefonico azzerato.

Ma i pericoli non si fermano qui. Come evidenziato anche dalla polizia postale, questi messaggi possono contenere link malevoli progettati per sottrarre dati personali, codici sensibili e informazioni bancarie. Le conseguenze possono essere gravi: dal furto di identità alla clonazione di profili social, fino a perdite economiche rilevanti.

Un segnale preoccupante arriva anche da episodi analoghi registrati recentemente sul territorio. Solo il giorno precedente, una simile campagna di Sms fraudolenti era stata segnalata da Ecoambiente, con messaggi relativi a presunte irregolarità nei pagamenti della tariffa rifiuti.

Le autorità invitano alla massima prudenza: diffidare sempre da comunicazioni urgenti e non verificate, evitare di cliccare su link sospetti e non fornire mai dati personali tramite canali non ufficiali. In caso di dubbio, il consiglio resta quello di contattare direttamente gli enti interessati attraverso i canali istituzionali.

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