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Furto delle offerte in cattedrale a Belluno: niente processo, indagati irreperibili

Identificati grazie alle telecamere, due uomini erano accusati del colpo nel Duomo

Furto delle offerte in cattedrale a Belluno: niente processo, indagati irreperibili

Foto di repertorio

Si chiude senza processo la vicenda del furto alle cassette delle offerte nel Duomo di Belluno, avvenuto nell’aprile del 2024. Nonostante i presunti responsabili fossero stati individuati poco dopo i fatti, il procedimento si è concluso con una sentenza di non luogo a procedere.

Le indagini erano partite dalla segnalazione del sacrestano, che durante un controllo aveva notato anomalie nelle cassette destinate alle donazioni dei fedeli. Le immagini del sistema di videosorveglianza avevano poi confermato i sospetti, mostrando due uomini mentre manomettevano i contenitori utilizzando torce e strumenti rudimentali.

Grazie ai filmati, le forze dell’ordine erano riuscite a rintracciare i due sospettati a breve distanza dalla cattedrale, in piazza dei Martiri. Si trattava di un cittadino italiano e di uno portoghese, entrambi senza fissa dimora. Dopo un iniziale tentativo di negare, i due avevano ammesso il furto, spiegando di aver utilizzato un espediente artigianale per recuperare monete e banconote senza danneggiare visibilmente le cassette.

Accompagnati in Questura, erano stati trovati in possesso di denaro contante e di alcuni attrezzi, tra cui cacciaviti e un coltellino. Per loro era scattata la denuncia per furto aggravato e possesso di strumenti atti allo scasso.

Tuttavia, a distanza di due anni, i due risultano irreperibili. Per questo motivo il giudice ha disposto il non luogo a procedere applicando la riforma Cartabia, che prevede la sospensione del processo in assenza della certezza che gli imputati siano a conoscenza del procedimento.

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