Il Carnevale veronese supera uno dei passaggi più delicati della sua storia recente e lo fa tenendo insieme ciò che troppo spesso viene raccontato come inconciliabile: tradizione e legalità. È questo il giudizio politico del Partito Democratico veronese sulla vicenda che ha coinvolto il Carnevale di Verona e la figura simbolo del Papà del Gnoco.
La soluzione individuata dall’amministrazione comunale ha consentito di celebrare regolarmente il Venardi Gnocolar (oggi 13 febbraio) nel pieno rispetto della tradizione e con la presenza delle maschere storiche. Un risultato che, per il Pd, rappresenta un punto di equilibrio importante: salvaguardare un patrimonio popolare profondamente radicato nella storia cittadina, senza arretrare sul terreno della trasparenza e delle regole.
Il plauso dei democratici va al sindaco Damiano Tommasi e alla sua Giunta per aver gestito una situazione complessa con un metodo improntato al dialogo ma anche alla responsabilità istituzionale. In questi mesi, il segretario provinciale Franco Bonfante ha ribadito un principio chiaro: il Carnevale è un bene collettivo e, proprio perché tale, deve essere amministrato con regole certe e rapporti trasparenti. Non esiste una contrapposizione tra tradizione e legalità; al contrario, è la legalità a garantire continuità e credibilità alle tradizioni.
L’incontro al quartier generale del Bacanal del Gnoco e l’impegno assunto dal sindaco per lavorare a un assetto organizzativo stabile vanno nella direzione indicata dal Pd: collaborazione tra istituzioni e mondo associativo, chiarezza amministrativa, visione di lungo periodo. Il Carnevale, con la sua carica identitaria e popolare, non può essere terreno di ambiguità o tensioni permanenti; deve poggiare su basi solide per continuare a rappresentare un momento di comunità condivisa.
Secondo i democratici, la vicenda dimostra che Verona è capace di maturità istituzionale: la festa resta festa, ma dentro un perimetro di responsabilità pubblica. È così che si tutela un patrimonio secolare e lo si proietta nel futuro.
A chiudere è il consigliere regionale del Pd Giampaolo Trevisi, che affida a parole personali il senso politico della soluzione trovata:
«Da romano trapiantato a Verona, il Carnevale l’ho imparato ad amare passo dopo passo. All’inizio lo guardavo con curiosità, poi con affetto, oggi con senso di appartenenza. Il Venerdì Gnocolar non è solo una festa: è identità, è comunità, è memoria viva.
Per questo la soluzione trovata in queste ore è una buona notizia per tutti. Il lavoro portato avanti dal sindaco Damiano Tommasi e dalla Giunta, insieme al Bacanal del Gnoco, dimostra che si può tenere insieme ciò che a qualcuno sembrava inconciliabile: la tutela di una tradizione secolare e il rispetto delle regole.
Chi mi conosce sa che per me la legalità non è mai un dettaglio, ma un punto fermo. Proprio per questo credo che il Carnevale esca da questa vicenda più forte: quando le istituzioni fanno il loro dovere con serietà e dialogo, le tradizioni non si indeboliscono, si consolidano.
Verona mi ha accolto e mi ha insegnato che le radici contano e difenderle significa anche prendersene cura con responsabilità, senza scorciatoie. Il 13 febbraio torneremo in piazza, con il Papà del Gnoco e le maschere, con i bambini sulle spalle dei genitori e con quel senso di comunità che rende questa città speciale.
E io, da romano veronese di adozione, sarò lì. Con gratitudine».