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Una notte nel castello più infestato del Veneto: il Cini di Monselice

Le leggende di Jacopino e Giuditta non sono solo storie per turisti

Una notte nel castello più infestato del Veneto: il Cini di Monselice

Castello di Monselice

Non è una trovata pubblicitaria. Il Castello Cini di Monselice è ufficialmente riconosciuto come uno dei luoghi con la maggiore attività elettromagnetica anomala della regione. Chi decide di restare tra queste mura dopo il tramonto non lo fa per una sfida coraggiosa, ma per incontrare i protagonisti di una tragedia consumata nel XIV secolo.

I tre fantasmi "residenti"

A differenza di altri luoghi dove le leggende sono vaghe, a Monselice i testimoni riportano costantemente tre figure distinte, legate alla sanguinaria dominazione dei Carraresi:

1. Jacopino da Carrara: Signore di Padova, rinchiuso qui dal nipote Francesco il Vecchio. Passò 17 anni in isolamento totale prima di morire di stenti. Le registrazioni audio effettuate in prossimità della sua cella riportano spesso un trascinare di catene e passi pesanti.

2. Giuditta: L'amante fedele che cercò di portargli cibo e conforto. Si dice che il suo spettro si aggiri ancora nel cortile interno, cercando disperatamente l'ingresso alle prigioni.

3. Avalda: La più inquietante. Una donna esperta in arti oscure e torture, che fu uccisa proprio in questo castello. Chi ha passato la notte qui parla di una sensazione di gelo improvviso e di sussurri femminili che sembrano provenire dalle pareti.

Cosa dicono i rilevamenti tecnici

Gruppi di ricerca sui fenomeni paranormali (come il G.H.P.) hanno effettuato numerosi sopralluoghi con attrezzature professionali (K2, registratori EVP e termocamere). I risultati? Documentati e sorprendenti:

EVP (Electronic Voice Phenomena): In diverse occasioni, i microfoni hanno catturato voci maschili rauche che pronunciano nomi o brevi frasi in un dialetto veneto arcaico, proprio nelle aree dove non era presente nessuno.

Sbalzi termici: Improvvise cadute di temperatura (anche di 5-7 gradi in pochi secondi) localizzate in punti precisi dei corridoi, senza correnti d'aria naturali.

Anomalie magnetiche: I rilevatori di campi elettromagnetici hanno registrato picchi inspiegabili in coincidenza con i racconti dei custodi storici del castello.

Il fatto reale: Molti visitatori e persino alcuni membri del personale del castello evitano di frequentare certi settori dell'armeria e delle prigioni durante le ore serali a causa di "esperienze personali" che faticano a spiegare in modo razionale.

Volete verificare di persona?

Il castello organizza regolarmente visite guidate serali e notturne, dove la suggestione della roccia viva che entra nelle stanze rende tutto terribilmente reale.

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