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Una giornata aperta al pubblico
19.12.2025 - 10:29
Mirano ha vissuto, nelle scorse settimane, una doppia occasione per entrare ancora più a fondo nel mondo di uno dei suoi principali poli scolastici del territorio, il Liceo Majorana-Corner. Da un lato l’orientamento per chi sta scegliendo il proprio futuro, dall’altro un esercizio pubblico di pensiero critico che parla alla città intera. Due momenti diversi, un unico filo rosso: mostrare una scuola capace di innovare senza rinunciare alla sostanza, e di coinvolgere le famiglie come la comunità. Dalle 18.00, negli spazi dell’istituto, è andata in scena l’expo dedicata agli studenti delle scuole medie e ai loro genitori.

Un appuntamento pensato per accompagnare le scelte in una fase delicata, quando le domande sono molte e il bisogno di chiarezza è grande. Laboratori, incontri, informazioni: l’occasione per toccare con mano l’offerta formativa e capire come il liceo accompagni i ragazzi lungo un percorso coerente, rigoroso e allo stesso tempo aperto al mondo. Il Majorana-Corner conferma i suoi indirizzi storici — scientifico tradizionale, scientifico delle scienze applicate, linguistico e classico — e introduce una novità che allarga l’orizzonte: l’indirizzo di Scienze Umane.
Un corso di studi che intreccia psicologia, pedagogia, sociologia e filosofia per formare studentesse e studenti capaci di leggere la complessità sociale, decifrare i comportamenti, comprendere i contesti. Una proposta che risponde a una domanda crescente di competenze relazionali e di comprensione dei fenomeni umani, oggi centrali tanto nella scuola quanto nel lavoro. Saper ascoltare, argomentare, mediare: abilità che diventano valore aggiunto in ogni ambito e che questo indirizzo promette di coltivare con metodo e continuità. La giornata si è poi allargata alla città.
Al Teatro di Villa Belvedere, infatti, ha debuttato in pubblico la “Disputa filosofica”, una sfida dialettica tra due squadre di studenti chiamate a confrontarsi sul tema “La guerra è giustificabile?”. Domanda scomoda, scelta non a caso: un terreno che costringe a pesare le parole, distinguere i piani, tenere insieme principi e realtà. L’iniziativa, nata anni fa in collaborazione con l’Università di Padova e finora ospitata tra le mura dell’istituto, ha compiuto così un passo ulteriore: portare all’esterno un metodo di lavoro basato su argomentazioni, repliche e rispetto dell’avversario.
Non una gara di slogan, ma un laboratorio pubblico di ragionamento. Sul palcoscenico, la lezione antica della retorica diventa pratica contemporanea: tesi, confutazioni, domande puntuali, ascolto reciproco. È in questo esercizio che si forma il pensiero critico, antidoto alle semplificazioni e garanzia di un confronto civile, tanto più necessario quando l’attualità brucia. Tra esposizione dell’offerta formativa e disputa aperta alla cittadinanza, il Majorana-Corner ha mostrato un’idea di scuola che apre le porte e allena la mente. Un invito alla comunità a partecipare, informarsi, discutere. Perché scegliere un indirizzo di studio è decidere un cammino, e imparare a confrontarsi è costruire insieme il terreno su cui percorrerlo.
Riccardo Musacco
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