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L'intervista. Il primo cittadino racconta il programma per lo sviluppo urbano e la sicurezza

Terzo mandato per Katia Maccarrone: ecco le sfide passate e gli obiettivi futuri

"Ho lavorato per tantissimi anni e poi quando sono diventata sindaco ho preferito andare in aspettativa per riuscire a svolgere bene il mio ruolo. Ho iniziato nel 1999 come consigliere comunale e ho fatto 10 anni in maggioranza e 5 in minoranza. Questa esperienza è stata molto costruttiva e importante"

Terzo mandato per Katia Maccarrone: ecco le sfide passate e gli obiettivi futuri

Katia Maccarrone

Non c'è due senza tre. Classe 1962 e orgogliosamente insegnante di scuola primaria, Katia Maccarrone ricopre la carica di sindaco di Camposampiero per il terzo mandato. La sua carriera come amministratore, però, parte da lontano iniziando nel 1999 come consigliere comunale, 10 anni in maggioranza e 5 in minoranza, e poi nel 2014 è diventata sindaco ed è andata in aspettativa. Durante l'intervista a radio Veneto24, Maccarrone ha raccontato la sua città sia per quanto riguarda i progetti futuri che i momenti difficili affrontati in questi 10 anni con la fascia tricolore. 

Quali sono i principali obiettivi per questo terzo mandato?


"Il terzo mandato è sicuramente una soddisfazione perché significa che i cittadini hanno percepito degli obiettivi che siamo riusciti a raggiungere, ma adesso ne abbiamo degli altri che sono il frutto del lavoro di continuità. Quello su cui vogliamo concentrarci di più è il centro storico perché la nostra città ha un centro stupendo e lo vogliamo valorizzare maggiormente. Al momento abbiamo in cantiere un'opera pubblica importantissima che riguarda in parte la viabilità del centro con la realizzazione di una rotatoria nella prossimità dei Santuari Antoniani. In programma ci sono anche altri temi come la sicurezza, scuole e lo sport su cui abbiamo investito molto".

In questi 10 anni di amministrazione, c'è stato un momento difficile?

"Partendo dal fatto che ogni mandato ha i suoi momenti difficili, devo dire che quello concluso questa primavera è stato caratterizzato dal Covid. La pandemia ha profondamente toccato i cittadini e anche l'amministrazione. In quel momento abbiamo dovuto reinventarci e cercare di essere a fianco dei nostri cittadini. Mi ricordo che è stato tutto veloce e imprevisto, una cosa che nessuno di noi avrebbe pensato mai di dover affrontare".

L'amministrazione però ha reagito..

"Sì, la pandemia non ha frenato tutta quella parte di investimenti che avevamo in programma e che nonostante tutto abbiamo portato avanti. E abbiamo reagito anche questa primavera quando proprio a fine mandato, un altro tema ci ha segnato profondamente ed è quello idraulico con la rottura degli argini del Muson dei Sassi".

L'amministrazione come ha affrontato l'emergenza?

"Il 17 maggio purtroppo abbiamo vissuto la rotta e gli allagamenti. A Camposampiero non si era mai verificato anche se l'acqua era già arrivata in passato con le rotte che si erano verificate a Loreggia. Questi due comuni sono ancora a rischio in quanto il torrente, che trasporta l'acqua della Pedemontana, ha gli argini molto alti e quindi è molto pericoloso e quando arrivano giù quelle quantità d'acqua fanno veramente paura. Ad ottobre abbiamo finito di raccogliere le richieste da parte dei cittadini di ristoro e i danni ammontano a tre milioni di euro. Noi abbiamo chiesto con forza che le opere che sono state realizzate in questi anni devono proseguire ed essere completate. Parlo di argini perché ci sono ancora dei tratti da sistemare insieme anche alle vasche di laminazione a nord di Castelfranco che devono essere potenziate perché solo questo ci può salvaguardare".

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