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Turismo
12.03.2026 - 20:52
Al Centro Congressi di Rosolina Mare si è tenuto “Digital Tourism Veneto on Tour. La cultura del dato”, l’appuntamento che ha riunito istituzioni, operatori turistici e associazioni di categoria per discutere del futuro del turismo nel Delta del Po. I dati raccolti dal sistema statistico regionale saranno la bussola per sviluppare strategie di marketing mirate e promuovere la destinazione turistica del territorio.
Rosolina – La cultura del dato come strumento per comprendere i flussi turistici, pianificare strategie e costruire la destinazione turistica del territorio. È stato questo il filo conduttore di “Digital Tourism Veneto on Tour. La cultura del dato”, il convegno che si è svolto l’11 marzo al Centro Congressi di Rosolina Mare.
Dopo il saluto del sindaco di Rosolina Michele Grossato, è intervenuto Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione del Veneto e assessore al turismo, che ha richiamato alcuni dati significativi sul comparto turistico regionale. «Nel 2025 – ha ricordato – il Veneto ha registrato 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Il 40% di questi numeri è generato dalla costa, nella quale rientra anche Rosolina, mentre l’80% dei 74 milioni di pernottamenti si concentra in 20 comuni del territorio. In Veneto sono 17 le OGD, organismi di gestione della destinazione».
Davanti alla platea di operatori, imprenditori e rappresentanti delle categorie economiche è intervenuto anche Pako Massaro, direttore del Parco regionale Veneto del Delta del Po, che ha evidenziato come , grazie alla collaborazione con le OGD e con la nascente fondazione, siano state realizzate diverse infrastrutture per il turismo lento e sostenibile: 14 pontili per il sistema bici-barca, due treni dotati di rastrelliere per il trasporto delle biciclette dei turisti provenienti da Verona e Rovigo, oltre a 350 chilometri di piste ciclabili realizzate con Veneto Strade, pensate per un turismo ecosostenibile». Entro giugno, ha annunciato, sarà inoltre attiva una piattaforma digitale con contenuti relativi all’area dei due parchi, Veneto ed Emiliano,attraverso la quale i visitatori potranno informarsi e scegliere la propria destinazione turistica.
Nel corso del convegno è intervenuta Isi Coppola, presidente della Fondazione DMO Delta Po Adige, organismo composto dai Comuni di Rosolina, Porto Tolle e dal Consorzio degli operatori turistici “Po e il suo Delta”. La fondazione, ha spiegato Coppola, è un organismo al quale potrà aderire progressivamente anche il resto del Polesine attraverso il cosiddetto marchio d’area, oggi incardinato nella Camera di Commercio. «L’obiettivo – ha spiegato – è creare una vera destinazione turistica. Non parleremo più soltanto di località, ma di un sistema che analizza i dati, li elabora e li trasforma in strategia, pianificando e gestendo un marketing efficace». Un percorso reso possibile anche grazie ai fondi regionali ottenuti attraverso il bando regionale 1.2.4.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi dei dati turistici. Le informazioni provenienti dall’Osservatorio turistico regionale sono state illustrate da Annarita Romanelli e Carla Pesce del Sistema statistico regionale (SISTAR), che hanno evidenziato l’importanza della raccolta e dell’elaborazione dei dati statistici, trattati in forma anonima e senza possibilità di risalire al mittente. Sul tema è intervenuta anche Paola Bagatella dell’Osservatorio del turismo regionale federato del Veneto, sottolineando come la lettura dei dati sia oggi fondamentale per comprendere i cambiamenti del mercato turistico.
A presentare un’analisi più operativa è stato Francesco Traverso di H-Benchmark, start up vicentina che ha illustrato i dati mensili sull’andamento delle strutture ricettive, analizzando l’aumento medio dei prezzi, in particolare per le strutture a tre e quattro stelle, e i costi delle camere suddivisi per categorie. Dati che, secondo Traverso, possono essere utilizzati per costruire strategie di destagionalizzazione e comprendere meglio la domanda turistica. «Sono informazioni utili per capire cosa funziona e cosa non funziona e per monitorare il valore dell’indotto».
Nel suo intervento Diego Gallo, che segue il tavolo turismo della fondazione anche a Chioggia, ha ribadito l’importanza dell’utilizzo dei dati per comprendere l’evoluzione del settore. «Il turismo è un bene comune – ha affermato – e le persone verranno qui se saremo attrattivi utilizzando strumenti adeguati». Gallo ha concluso annunciando che a maggio sarà pubblicato un nuovo bando a sostegno del turismo editoriale.
Particolarmente dinamico anche l’intervento di Stefano Landi, che ha parlato di “destinazione turistica sveglia”, spiegando come i dati possano offrire una chiave di lettura dei cambiamenti sociali e culturali che influenzano il turismo. Tra gli aspetti da considerare, ha evidenziato, ci sono l’evoluzione della composizione delle famiglie e le nuove abitudini alimentari, che registrano una crescita sempre più significativa delle scelte vegetariane e vegane.
A chiudere il quadro è stato il vicepresidente regionale Lucas Pavanetto, che ha ribadito la necessità di puntare su un’offerta turistica sempre più diversificata: «Parliamo di un turismo che non è solo delle spiagge ma anche dell’entroterra, un turismo che deve attrarre nuovi visitatori attraverso prodotti diversi e offrire alternative al tradizionale binomio sole, mare e spiagge».
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