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Abodi: "L'obiettivo è eliminare la differenza tra Olimpiadi e Paralimpiadi"

Le parole del Ministro dello Sport

Abodi: "L'obiettivo è eliminare la differenza tra Olimpiadi e Paralimpiadi"

Andrea Abodi

Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, ha espresso il suo impegno verso l'inclusione sportiva, dichiarando che l’obiettivo del governo è eliminare la differenza tra Olimpiadi e Paralimpiadi, mettendo tutti gli atleti nelle stesse condizioni. Intervenuto a "O anche no - Stravinco per la vita" su Rai 2, Abodi ha sottolineato come le Paralimpiadi di Milano Cortina rappresentino un'occasione storica per promuovere l’integrazione e garantire pari opportunità a tutti.

“Il nostro primo grande risultato sarà quando non esisterà più alcuna distinzione tra le Olimpiadi e le Paralimpiadi. Quando parleremo di opportunità per tutti, senza differenze di sorta", ha spiegato il Ministro. Abodi ha anche aggiunto che questa transizione richiederà impegno e continuità. “Spero che la spinta delle Paralimpiadi non si esaurisca con l'evento, ma che produca effetti duraturi anche dopo, per evitare che tutto diventi intermittente".

Il Ministro ha continuato enfatizzando come lo sport, e in particolare l’inclusione degli atleti disabili, possa servire come un acceleratore per sensibilizzare la società e rafforzare i legami sociali. “Lo sport è un potente strumento per sensibilizzare e favorire relazioni tra le persone. Questo è il messaggio che dobbiamo portare avanti ogni giorno, non solo durante le competizioni", ha dichiarato Abodi.

Un futuro senza barriere

Il Ministro ha anche parlato della necessità di abbattere gli stereotipi legati alle persone con disabilità, spesso erroneamente considerate "speciali", e di creare opportunità concrete di inclusione sociale. “Troppi rimangono emarginati, pensando di non poter partecipare pienamente alla società. Dobbiamo combattere questo pensiero", ha detto Abodi.

L'introduzione di sport inclusivi come il baskin (basket per tutti) nei Giochi della Gioventù, ha sottolineato il Ministro, rappresenta un passo importante verso la normalizzazione dell'integrazione nello sport: “Questi giochi sono una rappresentazione in miniatura del messaggio universale dello sport, che va oltre la competizione e si fa portavoce di valori di convivenza e solidarietà". Abodi ha anche menzionato l'inclusione del sitting volley, rafforzando l'idea che lo sport debba essere un mezzo per "giocare insieme per vivere insieme".

Una lunga strada da percorrere

Infine, Abodi ha concluso con un messaggio di speranza e determinazione, auspicando che il cambiamento iniziato con le Paralimpiadi di Milano Cortina possa continuare anche dopo l'evento: "Non basta un flash, dobbiamo scrivere un lungometraggio. Siamo ancora lontani dal raggiungere il nostro obiettivo, ma ogni passo conta".

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