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Territorio
09.04.2026 - 11:18
Gruppo amministrazione-scuola-genitori
Trebaseleghe ha vissuto oggi un momento di intensa partecipazione e profonda emozione collettiva, con la visita di addio alla storica scuola media “Giovanni Ponti”, destinata alla demolizione nell’ambito del processo di rinnovamento edilizio scolastico finanziato dal PNRr.
Per un pomeriggio, le porte dell’edificio – attivo dal 1962 – si sono riaperte per accogliere ex alunni, insegnanti, dirigenti, personale scolastico e cittadini. I corridoi, le aule ormai vuote, i laboratori silenziosi e le stanze degli insegnanti hanno fatto da cornice a incontri, abbracci e racconti. Un ritorno carico di memoria in luoghi che per oltre sessant’anni hanno rappresentato un punto di riferimento educativo e umano per l’intera comunità. Un clima di nostalgia diffusa, ma anche di consapevolezza del passaggio verso il futuro, che ha accompagnato l’iniziativa.
Come ha sottolineato il Sindaco Antonella Zoggia. "Per Trebaseleghe è un momento importante. La nuova scuola è già pronta e ci accingiamo a lasciare questa struttura e ad abbatterla. Ma non sono solo muri a cui diciamo addio, stiamo parlando di un mondo di ricordi, di crescita, di comunità costruita da tutti noi dentro questi spazi. Non muore il valore che questa scuola ha rappresenta resta nei principi che ci ha trasmesso, nel contributo degli insegnanti, dei dirigenti e del personale. È parte delle nostre radici. Oggi è un momento di nostalgia, ma anche di riconoscimento".
Parole che trovano eco anche nell’intervento del dirigente scolastico Paolo Lamon, che ha evidenziato il significato evolutivo di questo passaggio. "Per molti di noi questa è la seconda scuola che vediamo demolire. È inevitabile provare nostalgia, ma è una nostalgia costruttiva. La società evolve e con essa la scuola: passiamo a strutture nuove, più funzionali e inclusive. Questi edifici erano concepiti in un’epoca diversa, in cui non tutti gli alunni potevano accedervi. Oggi l’obiettivo è l’inclusione".
Accanto alla visione istituzionale, si è levata la voce più intima e personale di chi quei luoghi li ha vissuti quotidianamente. Lucia Capobianco, ex insegnante di inglese, ha espresso con semplicità il sentimento condiviso da molti So che è inevitabile, ma lo vivo come uno spreco. È un edificio bellissimo, pieno di ricordi. Sapere che verrà abbattuto mi stringe il cuore. Qui sono nate amicizie durature, che ci ritroviamo ancora oggi. Io ho il cuore legato a questa scuola e a questa città".
L’iniziativa, intitolata “Il colore dei nostri ricordi”, ha permesso ai partecipanti di lasciare un segno tangibile del proprio passaggio attraverso pensieri scritti e testimonianze, che saranno raccolti e digitalizzati per dare vita a un archivio permanente della memoria collettiva.
La dismissione dell’edificio, prevista entro il mese di giugno segnando la conclusione di una lunga storia educativa e l’avvio di una nuova fase, quella del moderno polo scolastico già realizzato, progettato per rispondere alle esigenze contemporanee di didattica, sicurezza ed inclusione.
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