Scopri tutti gli eventi
Attualità
10.02.2026 - 12:30
Sport, memoria e amicizia si sono incontrati a Vicenza, quando Dario Zaccariotto, ingegnere di 57 anni residente nel quartiere di Sant’Anna e ideatore di rompicapo, ha percorso un tratto della staffetta olimpica accanto a una leggenda dell’atletica italiana, Abdon Pamich. Zaccariotto è stato l’unico tedoforo piovese impegnato sulla strada che ha portato alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. La partecipazione di Zaccariotto non è stata casuale. Tra le due famiglie esiste un legame consolidato dall’esperienza condivisa dell’essere figli di esuli. “Portare la fiaccola accanto a Pamich è stato un privilegio” racconta “non solo un gesto sportivo, ma un modo per trasmettere valori e memoria. Mia madre, Italia Giacca, conosciuta in città per essere stata tra le fondatrici della cooperativa Magnolia e per aver lavorato a lungo come vicepreside alla scuola media Regina Margherita, è un’esule di Stridone e da sempre impegnata nell’Anvgd. Mio padre Giorgio, scomparso qualche anno fa, era originario di Montona. Crescere con queste radici mi ha insegnato quanto sia importante mantenere viva la memoria di chi ha vissuto l’esodo giuliano-dalmata”.
Zaccariotto aveva scritto al Cio candidandosi come tedoforo e il suo entusiasmo si è tradotto in realtà. È anche una figura di riferimento di Studiogiochi, casa editrice veneziana specializzata in enigmistica e giochi logici. La passione per i giochi mentali, nata negli anni Ottanta al MultigiocoClub di Mestre, si è trasformata in una carriera che lo ha portato a dirigere tornei, sviluppare giochi da tavolo e pubblicare rompicapo e cruciverba. “I giochi mentali non sono un passatempo” spiega, “scacchi, sudoku e rompicapo allenano la mente, sviluppano concentrazione e capacità logiche, e mantengono giovane il cervello”.
Il passaggio della fiaccola a Pamich ha avuto un forte valore simbolico e personale. Nonostante i 92 anni, il campione olimpico ha preso parte alla staffetta per celebrare sport e amicizia. Abdon Pamich, oro olimpico a Tokyo nel 1964 nella 50 km di marcia e bronzo a Roma nel 1960, 40 volte campione italiano e tre volte campione europeo, ha condiviso il percorso con Zaccariotto, sottolineando l’importanza del gesto e del legame umano. Per Zaccariotto la staffetta non è stata solo un’emozione effimera, ma un’esperienza da custodire, un modo per portare avanti valori, ricordi e l’orgoglio di chi, come lui, sa che la memoria è parte integrante della propria identità. “A volte i sogni si realizzano” conclude.
Alessandro Cesarato
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516