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Castelfranco verso il voto: tra conferme, smentite e affluenza in calo

Dimissioni e commissariamento avviano la corsa per il 24-25 maggio: centrodestra diviso con Pozzobon e Giovine, civiche in ascesa e Maria Ghimenton sostenuta dal centrosinistra; ogni voto può risultare decisivo in un comune dall'affluenza in calo.

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Elezioni comunali

Le dimissioni di Stefano Marcon dalla carica di sindaco e il commissariamento del Comune di Castelfranco hanno dato avvio alla campagna elettorale in vista delle elezioni del 24 e 25 maggio.

Il quadro è in continuo mutamento, tra indiscrezioni, conferme e smentite.

Nel momento in cui scriviamo, la coalizione di centrodestra si presenta divisa.

Lega, Fratelli d’Italia e Udc hanno raggiunto un accordo sulla candidatura a sindaco di Luca Pozzobon, già dirigente del settore lavori pubblici del Comune.

Si smarca invece Forza Italia, che ha presentato il suo candidato: Gianfranco Giovine, assessore uscente ed ex vicesindaco.

I forzisti guardano inoltre al campo delle liste civiche.

Qui emerge la lista “Castelfranco Avanti” di Daniele Manente, commercialista e già consigliere comunale di maggioranza durante l’ultimo mandato da sindaco di Maria Gomierato.

La sua lista sembra attrarre esponenti di “Punto d’incontro”.

Sempre nel campo civico, anche Stefano Pasqualotto sta valutando la costituzione di una civica insieme ad altri esponenti della Lega entrati in contrasto con l’amministrazione Marcon, sebbene vi sia chi dal Carroccio auspichi un’alleanza.

Diego Giovine (ex-Fdi) ha invece annunciato una corsa solitaria con la sua “Onestà e Trasparenza”.

In campo progressista, la candidata ormai certa è Maria Ghimenton, avvocato penalista e presidente dell’associazione “Cittadini ovunque”, operante nel campo del sociale.

A suo fianco il Partito Democratico e “Castelfranco civica” di Gianni Fiscon.

In un comune dove il sindaco è stato eletto nelle ultime due tornate con poche centinaia di voti di scarto (665 nel 2015, 478 nel 2020), ogni preferenza potrebbe essere decisiva.

Il nodo sarà anche l’affluenza, in costante calo, attestandosi al 60,85% al primo turno delle amministrative del 2020.

Tuttavia, alle ultime elezioni regionali del novembre 2025, alle urne si è recato solo il 43,83% degli elettori. (l.s.)

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