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Politica
20.04.2026 - 17:20
Mario Conte, sindaco di Treviso
Il guanto di sfida è stato lanciato sotto i portici di Ca’ Sugana, e la replica del sindaco Mario Conte non si è fatta attendere. L’iniziativa di don Filiputti e don Kirschner che, insieme alla consigliera Dozzo e al civico Calesso, hanno trascorso la notte all'addiaccio con alcuni migranti, viene liquidata dal primo cittadino come una pura manovra ideologica.
Il sindaco non usa mezzi termini sul suo profilo instagram e punta il dito contro quella che definisce una disparità di vedute:
Il richiamo al Park Dal Negro: Conte ricorda le condizioni critiche dell'area prima della sanificazione. «Non mi risulta che questi esponenti abbiano mai passato una notte tra i rifiuti, l'alcol e il degrado del Park Dal Negro», attacca, sottolineando come l'igiene pubblica sia stata una priorità della sua giunta.
La stoccata alle istituzioni religiose: Il primo cittadino lancia poi un interrogativo diretto ai due sacerdoti: «Come mai non hanno accompagnato venti o trenta migranti in Duomo o presso il Seminario vescovile?».
Secondo Conte, l'Amministrazione sta già facendo il massimo consentito dalle risorse comunali. Il sindaco rivendica il dialogo costante con Caritas e Sant’Egidio e snocciola i numeri dell'impegno economico: 750 mila euro investiti per potenziare i posti letto e i servizi assistenziali.
«Siamo i primi a essere addolorati per chi vive in strada», spiega Conte, «ma ho il dovere di tutelare il bene comune. I cittadini esigono sicurezza e decoro: non possiamo permettere che i parcheggi diventino discariche a cielo aperto».
La tesi del sindaco è chiara: il Comune non può essere lasciato solo a gestire un'emergenza che ha radici nazionali. Per Conte, la questione non si limita a "trovare due letti", ma riguarda la dignità della persona sotto il profilo burocratico e sociale, una sfida che richiede ben altro che proteste di piazza.
«Alzare polveroni non serve a nessuno, men che meno ai migranti stessi», conclude amaramente il sindaco. «Dispiace che queste provocazioni arrivino da chi rappresenta comunità e famiglie. Amministrare significa risolvere i problemi, non cavalcarli».
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