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17.02.2026 - 05:38
Il Comune di Rovigo definisce l’impostazione degli interventi contro la povertà emarginata. A tracciarne il quadro è l’assessora ai Servizi sociali Dominga Milan, che indica un approccio multidimensionale fondato sul rafforzamento dei servizi alla persona, sulla collaborazione con il Terzo Settore e su un modello di welfare territoriale orientato all’inclusione
È la neo assessora ai Servizi sociali del Comune di Rovigo, Dominga Milan, a tracciare le linee di intervento dell’amministrazione comunale sul tema della povertà emarginata e del rafforzamento del welfare territoriale. Un quadro programmatico che definisce priorità, strumenti e obiettivi dell’azione pubblica in uno dei settori più delicati per la coesione sociale della città.
L’impostazione illustrata dall’assessora (entrata in carica lo scorso dicembre)si inserisce nel programma della giunta Cittadin e punta a una visione di sviluppo che tenga insieme crescita, identità e inclusione. In questo contesto, il Comune viene indicato come soggetto chiamato a programmare e coordinare le risposte ai bisogni della collettività, con l’obiettivo di migliorare il benessere dei cittadini e produrre effetti duraturi sul piano sociale, economico e culturale.
Al centro dell’attenzione vi è il fenomeno della povertà emarginata, che riguarda persone in condizioni di grave esclusione sociale, come senza dimora, disoccupati di lunga durata, persone con dipendenze, ex detenuti e nuclei familiari multiproblematici. Una condizione che non si limita alla mancanza di reddito, ma che comprende isolamento sociale, fragilità relazionali, bassa scolarizzazione, disoccupazione strutturale e problematiche di natura psicologica o sanitaria.
Secondo l’assessorato ai Servizi sociali, si tratta di una povertà multidimensionale, che richiede risposte integrate e coordinate. Da qui la necessità di rafforzare i servizi di supporto alla famiglia e di sviluppare un modello di welfare territoriale capace di mettere la persona al centro, contribuendo anche a rendere Rovigo una città più attrattiva, in particolare per i nuclei più giovani.
Le azioni individuate comprendono il rafforzamento della regia pubblica del welfare, favorendo la costruzione di reti e collaborazioni tra enti, servizi socio-sanitari, realtà educative e Terzo Settore. A quest’ultimo viene riconosciuto un ruolo strategico nella co-programmazione e co-progettazione degli interventi, attraverso il coinvolgimento diretto nell’analisi dei bisogni e nell’attivazione delle risorse.
Il quadro delineato dall’amministrazione prevede inoltre azioni di sensibilizzazione alla cura reciproca e al rafforzamento delle reti di comunità, attraverso strumenti come il mutuo aiuto tra famiglie, il vicinato solidale e il reddito di reciprocità. Sul piano dei servizi, viene indicata come prioritaria la transizione verso il nuovo modello della sanità territoriale, con particolare riferimento alle Case della Comunità e al coordinamento strutturato tra servizi sanitari e sociali.
Rientra tra gli obiettivi anche la presa in carico del fenomeno dei ritirati sociali, attraverso il coinvolgimento delle principali agenzie educative e sociali del territorio, dalla scuola alle associazioni sportive, fino all’Ulss 5 Polesana. Accanto a questo, l’amministrazione intende rafforzare gli interventi a sostegno della non autosufficienza degli anziani, potenziando i servizi di prossimità e i trasporti sociali, anche in collaborazione con il volontariato.
Completano il quadro le politiche orientate all’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità, con l’istituzione di strumenti e figure di garanzia a livello comunale, e il rafforzamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Un impianto che si richiama ai principi della Legge 328/2000 sui diritti sociali universali e che punta a costruire un sistema di welfare più equo e inclusivo.
Guendalina Ferro
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