Scopri tutti gli eventi
dentro la notizia
21.02.2026 - 18:47
Non è tanto una questione di aumento dei numeri, quanto di complessità delle situazioni.
A Preganziol il fenomeno della povertà e della fragilità sociale continua a essere sotto osservazione, ma il quadro che emerge dai servizi sociali comunali racconta soprattutto storie più articolate, dove alla precarietà abitativa si sommano difficoltà lavorative, fragilità familiari e problemi personali.
A fare il punto è la sindaca Elena Stocco, che sottolinea come «non vi sia un incremento significativo delle casistiche, ma un aumento della complessità delle singole situazioni».
Un dato che impone risposte articolate e su più livelli.
Il primo fronte è quello del lavoro. «L'obiettivo – spiega Stocco – è provare a sganciare le persone da un'idea puramente assistenziale, riattivando competenze e capacità lavorative».
Il Comune di Preganziol dispone di un servizio dedicato che affianca i servizi sociali nell'orientamento alla ricerca attiva di un'occupazione, considerata il primo passo verso un'autonomia reale e duratura.
Accanto a questo restano fondamentali i contributi economici ordinari e straordinari per le famiglie in difficoltà e, soprattutto, il lavoro di rete.
«La collaborazione con le Caritas parrocchiali è molto intensa – evidenzia la sindaca – e ci permette di gestire molte situazioni di marginalità in modo più sinergico».
Un tavolo di confronto stabile che coinvolge anche il volontariato e il terzo settore, determinanti in un contesto come quello veneto, dove l'impegno civico rappresenta una risorsa strutturale.
Dalla gestione delle emergenze ai trasporti sociali, la risposta passa da una regia pubblica condivisa con più attori.
Cambia anche il rapporto tra cittadini e servizi sociali. «Rispetto al passato – osserva Stocco – è venuta meno l'idea dei servizi come stigma».
A favorire questa maggiore fiducia contribuiscono progetti di prevenzione e ascolto in contesti “neutri”, come lo spazio di ascolto attivato nelle scuole, pensato per intercettare il disagio prima che diventi conclamato e difficilmente gestibile.
Resta però il nodo delle risorse. «I Comuni hanno bisogno di maggiore agilità sulla spesa corrente – avverte la sindaca – perché il sociale si fonda sulla capacità di garantire servizi quotidiani».
Le difficoltà nel chiudere i bilanci e il congelamento di alcune voci di finanziamento nazionale riducono i margini di manovra degli enti locali, che «sono i più vicini alle esigenze delle persone». (s.b.)
Edizione
I più letti
GIVE EMOTIONS SRL | C.F. e P.IVA 04385760287 REA PD-385156 | Reg. Tribunale di Padova n. 2516