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Edizione delle 10:48 del 15/01/2026

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Padova: La Telenovela della Curva Sud
Stadio Euganeo di Padova: un cantiere interminabile e una lezione di mala amministrazione Negli ultimi anni, lo stadio Euganeo di Padova si è trasformato in un vero e proprio simbolo di inefficienze amministrative e di una gestione poco trasparente di importanti opere pubbliche. La questione della curva sud, uno dei simboli più sentiti dai tifosi e dai cittadini, rappresenta ormai un caso emblematico di come la mancata pianificazione e i ritardi si siano accumulati, portando a una perdita di fiducia da parte della comunità locale. Un ritardo di cinque anni e un aumento di costi di quasi il doppio Secondo le dichiarazioni di Enrico Turrin, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e Presidente di Commissione, la tanto attesa riapertura della curva sud dell’Euganeo è prevista per l’11 aprile 2026. Un’opera che, inizialmente, avrebbe dovuto essere completata diversi anni fa, e che ora si presenta con un ritardo di cinque anni rispetto alle promesse iniziali. Questa tempistica disastrosa ha comportato anche un aumento dei costi, che sono stati raddoppiati rispetto alle stime originali, passando da circa 5 milioni a circa 10 milioni di euro. Tale aumento enorme riflette i problemi gestionali che hanno caratterizzato l’intera opera, iniziata con grandi aspettative e poi finita nel vortice di ritardi e criticità finanziarie. Le cause dei ritardi e le problematiche strutturali Le cause di questi intoppi sono molteplici. Originariamente, il progetto prevedeva tre lotti di lavori da affidare tramite gara per un importo complessivo di 5,7 milioni di euro. Tuttavia, l’emergenza sanitaria del Covid-19 ha ulteriormente complicato la già difficile situazione. La pandemia ha causato ritardi nelle campagne di cantiere e un incremento dei prezzi delle materie prime, rendendo più difficile il rispetto delle tempistiche. Un episodio che ha aggravato la situazione è stato un sinistro all’interno del cantiere, classificato inizialmente come incidente di percorso, ma che ha comportato l’interruzione temporanea dei lavori e la necessità di revocare il bando di gara originario. La revoca ha comportato la perdita di tempo, con la necessità di indire un nuovo bando e affidare i lavori a una nuova ditta, con conseguenti ulteriori costi e ritardi. Il problema della ditta inadeguata e le irregolarità emerse Un dettaglio particolarmente criticato riguarda l’incapacità di alcune imprese coinvolte di rispettare i tempi e le modalità di esecuzione dei lavori. Nella fase iniziale, si era affidato un appalto che avrebbe richiesto circa 275 giorni di lavoro, prevedendo l’impiego di 60 operai. Tuttavia, si è scoperto che in media lavoravano solo 10 operai, una condizione che ha rallentato notevolmente i progressi. Questa disparità suggerisce che l’azienda incaricata all’inizio non fosse strutturata adeguatamente per affrontare un’opera di questa complessità, portando così alla revoca del contratto e all’indizione di un nuovo bando. La gestione non ottimale del primo appalto emerge quindi come uno dei fattori principali dei ritardi accumulati. Un iter travagliato, tra inchieste e responsabilità politiche Oltre ai problemi tecnici e gestionali, la vicenda dello stadio Euganeo è stata coinvolta anche in un’inchiesta giudiziaria. Inizialmente, il procedimento aveva coinvolto anche esponenti politici di alto livello, tra cui il sindaco di Padova e l’assessore competente, ma successivamente sono stati stralciati. Restano comunque iscritti nel registro degli indagati due funzionari del Comune, segnale di una possibile incuria o irregolarità nella gestione dell’appalto. Tuttavia, Enrico Turrin sottolinea che il sindaco e l’assessore non sono direttamente coinvolti nelle responsabilità, e che le irregolarità sono riconducibili più a una cattiva gestione degli appalti e delle procedure, piuttosto che a condotte dolose o di malaffare. Benefici e delusioni per i cittadini e i tifosi L’auspicio di tutti, tifosi e cittadini, era di poter finalmente vedere la curva sud funzionante entro il 2021, ma così non è stato. Ora, con l’incipiente apertura prevista per l’aprile 2026, si rischia di perdere un’altra stagione senza poter usufruire di un’area fondamentale per il tifo e la rivitalizzazione dello stadio. Per i tifosi del Calcio Padova, questa rappresenta un’occasione di rivalsa e di unione attorno alla propria squadra, ma per i contribuenti padovani il disappunto è forte. Sono stati infatti sprecati milioni di euro, con opere pubbliche che si sono trascinate per anni senza soluzione di continuità, alimentando la sfiducia verso le istituzioni locali. Una lezione di cattiva amministrazione e gestione La vicenda dello stadio Euganeo di Padova si configura come un esempio di come le cattive pratiche di gestione, la mancanza di programmazione e la scarsa trasparenza possano trasformare un progetto importante in una vera e propria telenovela. Da una parte, ritardi ingenti e costi fuori controllo; dall’altra, una comunicazione pubblica spesso inefficace, che ha alimentato le aspettative e poi le delusioni di cittadini e tifosi. La conclusione di questa vicenda non può che essere di richiamo alla responsabilità, alla trasparenza e a un’attenta pianificazione di tutti gli investimenti pubblici, affinché si evitino altre situazioni simili in futuro. In conclusione, la riapertura della curva sud dell’Euganeo rappresenta un momento di speranza per i supporter, ma anche un monito per i responsabili politici e amministrativi della città di Padova. Il rischio di perpetuare un modello di mala gestione rischia di minare la fiducia nel Comune e di compromettere il valore delle opere pubbliche, che dovrebbero invece essere un patrimonio della collettività.
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