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Edizione delle 11:31 del 20/01/2026

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Mario Adinolfi siSfida in Veneto
Il ritorno in politica di Mario Adinolfi: un segnale chiaro alle urne venete **Introduzione: la novità del rientro di Mario Adinolfi in scena politica** Dopo aver trascorso un significativo periodo come influencer, giornalista e personaggio pubblico nota per la sua partecipazione all'Isola dei Famosi, Mario Adinolfi torna a dedicarsi attivamente alla politica. Intervistato recentemente, il presidente del Popolo della Famiglia ha annunciato la sua candidatura nei collegi del Veneto, una regione strategica e simbolo di tensioni tra leadership regionali e orientamenti nazionali del centrodestra. La sua decisione di presentarsi come candidato in questa zona si inserisce in un quadro più ampio: non solo come sfida elettorale, ma come un chiaro segnale politico contro le derive culturali e valoriali che il movimento di Zaia, secondo Adinolfi, ha iniziato a promuovere. **L’alleanza e le critiche alla Lega di Zaia** Nel corso dell'intervista, Mario Adinolfi ha ricordato come il Popolo della Famiglia abbia spesso collaborato con la Lega di Matteo Salvini, sottolineando un rapporto dialettico e abitualmente collaborativo. Tuttavia, ha espresso forte disapprovazione per l’attuale posizione del presidente della regione Veneto, Luca Zaia, e del suo partito, che — secondo il leader del popolo delle famiglie — si sarebbe insediato su posizioni in realtà molto distanti dai principi cristiani e dai valori tradizionali. Zaia, definito “doge” per la sua estesa egemonia regionale, avrebbe tentato, tramite un “confuso manifesto” in cinque punti, di proporre una “destra liberale” che invece, secondo Adinolfi, si configura come involuta e subalterna a modelli culturali di sinistra. In particolare, Adinolfi ha criticato alcuni provvedimenti, come la legge regionale sul fine vita, che ritiene siano significativi di questa involuzione, sostenendo che Zaia abbia mostrato di non volere rispettare i propri limiti politici, arrivando a tentare di imporre norme che contrasterebbero con principi fondamentali della cultura cattolica. **Il rischio di una svolta laicista e la necessità di una risposta valoriale** Il politico del Popolo della Famiglia ha evidenziato la preoccupazione che questa fase politica possa portare a uno spostamento del centrodestra veneto su linee laiciste e antivaloriali. La sua analisi sottolinea come un possibile scivolamento verso queste tendenze possa compromettere la difesa dei principi non negoziabili su temi come vita, famiglia e identità culturale, valori fondamentali per moltewhat of the region. Per questo motivo, l’obiettivo principale di Adinolfi e del suo movimento è quello di offrire ai cittadini un’alternativa netta, capace di rappresentare la difesa dei valori cattolici e delle tradizioni. La candidatura nei collegi di Padova e Rovigo è vista come un «segnale chiaro» a livello nazionale, destinato a motivare elettori e a rimarcare la mappa valoriale che il Popolo della Famiglia intende difendere. **L’incidenza delle scelte valoriali e contro l’utero in affitto** Uno degli aspetti più incisivi toccati dall’intervento di Adinolfi riguarda le politiche relative alla famiglia e alla vita. A Padova, infatti, si è registrato un caso emblematico: il primo acquisto di un bambino mediante una pratica di “utero in affitto” post reato universale, con un medico e un infermiere locali che si sarebbero recati in Argentina per comprare un bambino da una donna povera, avvalendosi di una legislazione che permette questa pratica. Per Adinolfi, tale operazione rappresenta un esempio concreto di come il mercato delle gestazioni surrogatorie possa alimentare pratiche barbariche, basate sulla povertà e sulla tratta di esseri umani. La posizione del Popolo della Famiglia è ferma: questa pratica è inaccettabile e deve essere contrastata con fermezza. La candidatura del loro rappresentante in questa regione si presenta anche come un esercizio di resistenza a questa deriva, invitando i cittadini a votare simboli e leaders che si oppongano a questi fenomeni. **Un messaggio diretto alle urne e alla coalizione di centrodestra** Concludendo, Adinolfi ha chiarito che la sua candidatura non mira a un mero risultato elettorale, ma a un messaggio politico forte e chiaro: se la direzione della coalizione di centrodestra, guidata da Giorgia Meloni e Matteo Salvini, dovesse continuare a seguire le linee di Zaia e del suo “modello veneto”, il Popolo della Famiglia potrebbe decidere di non partecipare alle future alleanze nazionali, mantenendo una posizione di autonomia e distanza. Il pensiero di Adinolfi si rivolge anche ai militanti e ai sostenitori, invitandoli a considerare il valore di un voto di protesta o di attestazione valoriale, volto a rafforzare una presenza alternativa nel panorama politico. La sua analisi sottolinea, infine, come i valori costituiscano il centro di ogni proposta politica degna di questo nome, richiedendo coraggio e coerenza da parte di tutti gli attori coinvolti. In definitiva, la candidatura di Mario Adinolfi in Veneto si configura come un atto di controcultura politica, mirato a difendere una visione tradizionale e cristiana della società, in un territorio segnato da tensioni tra autonomie regionali e diritti civili. Un passo che vuole essere anche un monito a tutte le forze politiche di centrodestra: non tutto si può accettare in nome del consenso elettorale, e i principi fondamentali devono rimanere al centro dell’agenda politica.
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