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Edizione delle 10:26 del 21/01/2026

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Sicurezza e vandalismo a Padova
Sicurezza e tutela del territorio a Padova: analisi di un problema crescente **L’allarme per l’insorgenza di fenomeni vandalici in quartieri come Mortise** Negli ultimi tempi, il tema della sicurezza nelle aree urbane sta assumendo connotazioni sempre più preoccupanti. Un esempio emblematico è il quartiere Mortise, a Padova, dove si sono verificati episodi vandalici ripetuti, soprattutto tra sabato e domenica. I residenti si sono svegliati trovando i garage sotterranei danneggiati, con fioriere rotte, vetri infranti e portoni di abitazioni pesantemente sovvertiti. Questi atti di vandalismo, comunque non isolati, contribuiscono ad alimentare un senso di insicurezza tra gli abitanti, già stanchi di segnalazioni che sembrano cadere nel vuoto. **Prevenzione: una strategia incompleta e l’importanza della presenza sul territorio** Interventi di carattere repressivo, come l’incremento delle pene o la richiesta di maggiore certezza della pena, sono stati spesso al centro del dibattito pubblico. Tuttavia, secondo l’ex assessore al Comune di Padova, Alan Luciani di Forza Italia, queste strategie risultano insufficienti se non accompagnate da un’effettiva presenza e intervento diretto sul territorio. La prevenzione, afferma, deve essere praticata non solo attraverso strumenti formali ma anche con azioni concrete, come l’installazione di telecamere di sorveglianza e l’attivazione di controlli di vicinato. Solo conoscendo le dinamiche e le origini di tali fenomeni si può ambire a soluzioni durature. **La critica alla gestione delle forze dell’ordine e la disattenzione alle vulnerabilità dei quartieri** L’intervento si concentra anche sulla percezione e sulla reale presenza di forze dell’ordine nelle aree più a rischio. Luciani denuncia come spesso in città manchi un presidio visibile e costante, e lo si confronta con paesi come la Spagna, la Francia o la Germania, dove la presenza degli agenti di polizia è molto più evidente e sistematica. In Italia, invece, nonostante il numero di agenti per abitante sia tra i più alti, la loro distribuzione e funzionalità sul territorio risultano inefficaci. Ciò comporta un deficit di controlli nelle zone periferiche, che diventano vulnerabili e soggette a fenomeni di abbandono e delinquenza. **Il ruolo delle forze dell’ordine e le criticità strutturali del sistema** Un punto chiave toccato dall’ex assessore riguarda anche l’impiego delle risorse di polizia. Molti agenti, invece di dedicarsi ai compiti di pubblica sicurezza, sono impiegati in attività amministrative, come il rilascio di passaporti, che potrebbero essere delegate a personale civile. Questa sottoutilizzazione e questa organizzazione inefficienti contribuiscono a ridurre la presenza reale di forze di controllo nelle aree sensibili. Inoltre, la polizia locale italiana, sottodimensionata e sottopotenziata rispetto ad altri paesi europei, non ha gli strumenti per operare autonomamente su molte operazioni di controllo, come l’accesso ai dati delle targhe o la gestione di controlli mirati nelle ore notturne. **Controllo di vicinato e proposte per un’efficace prevenzione** Tra le iniziative suggerite, il controllo di vicinato rappresenta uno strumento fondamentale. Si tratta di un sistema di collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine in cui i residenti vigilano e segnalano comportamenti sospetti, contribuendo a creare un filtro preventivo. Questo sistema può aiutare a identificare attività illecite o anomale, aumentando le possibilità di intervento tempestivo e riducendo le opportunità per i malintenzionati. **L’emergenza sicurezza e il dibattito sulle misure più dure** Il recente episodio di cronaca a La Spezia – con un ragazzo di 19 anni ucciso da un coetaneo entrato armato in una scuola – ha riacceso la discussione sul pacchetto sicurezza e sull’introduzione di strumenti come i metal detector negli ambienti scolastici. Luciani commenta affermazioni del governo in merito: “È drammatico, perché sembra di essere in un film hollywoodiano. Dobbiamo chiederci dove sta il vero problema: la maggior parte dei reati sono commessi da cittadini stranieri, e bisogna approfondire le cause di questa recrudescenza”. La questione, sottolinea, non può essere affrontata esclusivamente con una politica di inasprimento delle pene, ma richiede un’attenzione più approfondita alle cause profonde del fenomeno criminale. **Conclusioni e la necessità di un approccio integrato** In conclusione, Alan Luciani ribadisce che la soluzione ai problemi di sicurezza deve essere multidimensionale. È fondamentale rafforzare la presenza delle forze dell’ordine sul territorio, potenziare i controlli nelle ore diurne e notturne, e valorizzare strumenti come il controllo di vicinato. Solo grazie a un’azione coordinata tra istituzioni e cittadini si potrà invertire la tendenza e garantire un ambiente più sicuro e confortevole per tutti. La sicurezza non è solo una questione di repressione, ma anche di prevenzione e presenza costante, per riqualificare i quartieri e ridare fiducia ai cittadini.
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