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Edizione delle 11:08 del 21/01/2026

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Giustizia e Rispetto a Treviso
L’importanza di educare al rispetto e alla non violenza: un evento a Treviso ispirato dalla vicenda di Giulia Nel contesto educativo e sociale, l’approccio alla diffusione di valori fondamentali come il rispetto, l’empatia e la non violenza acquista un significato sempre più centrale. Questo tema, particolarmente delicato e di stringente attualità, sarà al centro di un importante incontro che si terrà giovedì 22 gennaio a Treviso, promosso dalla Fondazione Zanetti. L’evento, intitolato “Ricordare Giulia per cambiare il futuro”, ha come obiettivo principale sensibilizzare gli studenti delle scuole superiori della provincia sui temi della parità di genere, del rispetto reciproco e della prevenzione della violenza, anche in ambito giovanile. Un’attenta testimonianza tra dolore e speranza Al centro dell’iniziativa ci saranno Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, la giovane ragazza tragicamente scomparsa, e la psicologa e psicoterapeuta Alessandra Simonelli. Gino Cecchettin, con volto segnato dal dolore ma animato da un forte desiderio di retorica positiva, condividerà con i giovani la sua difficile parabola, quella di aver subito due lutti nel corso degli ultimi anni, prima la morte della propria figlia e, due anni prima, quella della moglie. La testimonianza di Cecchettin non mira al racconto della tragedia, bensì a trasmettere un messaggio di responsabilità e di speranza, evidenziando come il dolore possa essere trasformato in un impegno civico a favore di una cultura del rispetto. L’obiettivo è diffondere tra i giovani la consapevolezza che ogni forma di violenza, in particolare quella di genere, si combatte non solo attraverso la legge ma soprattutto con la crescita di una coscienza civica e di un principio di rispetto innato in ciascuno. La figura di Giulia, che si era sempre distinta per sensibilità e gentilezza, è diventata simbolo di antifemminicidio e di lotta alle discriminazioni, e il suo nome ora rappresenta un pilastro attraverso cui promuovere progetti di sensibilizzazione nelle scuole. Laboratorio di riflessione con esperti e ragazzi L’evento sarà inserito nella rassegna “I passi verso l’altrove”, una manifestazione annuale tra le più apprezzate nelle scuole della provincia, e vedrà la partecipazione di circa 300 studenti provenienti dalla regione. La presenza di Alessandra Simonelli, nota per il suo approccio empatico e scientifico, arricchirà il momento di discussione, portando a riflettere sul perché alcune relazioni tra giovani possano degenerare e diventare violente. La dottoressa Simonelli si soffermerà sui segnali di disagio, sulla gestione corretta dei “no” e sui modi per chiedere aiuto. Come sottolineato anche dal moderatore, la giornalista Valentina Calzavara, la violenza tra coetanei spesso nasce da un’incapacità di comunicare emozioni negative in modo costruttivo, e trovare soluzioni attraverso il dialogo rappresenta il primo passo verso la prevenzione. L’importanza di una cultura condivisa L’intervento di Cecchettin e Simonelli alla scuola rappresenta un esempio concreto di come i valori di rispetto e non violenza si possano insegnare e diffondere già nelle giovani generazioni. La Fondazione Giulia Cecchettin, dal canto suo, si impegna quotidianamente in iniziative di sensibilizzazione, coordinando progetti e incontri rivolti a educatori e studenti. L’obiettivo ultimo è quello di creare una cultura di equilibrio di genere, che possa ridurre le pratiche discriminatorie e i comportamenti violenti. Il ruolo delle istituzioni e delle famiglie Come evidenziato anche dall’organizzazione, la responsabilità nel diffondere questi principi non può essere interamente lasciata alle scuole, ma richiede uno sforzo congiunto tra scuola, famiglia e società civile. È fondamentale che i genitori siano consapevoli del ruolo che giocano nell’educazione alla parità e nel riconoscimento delle emozioni, evitando di trasmettere pregiudizi e stereotipi di genere. Solo così si potrà costruire un ambiente più equilibrato e rispettoso per le giovani generazioni. L’emergenza dei femminicidi e la necessità di intervenire Il contesto internazionale e nazionale sottolinea quanto questa battaglia sia ancora aperta. Secondo i dati Onu, nel 2023 circa 85.000 donne e ragazze sono state uccise nel mondo, circa una ogni 10 minuti. In Italia, i tribunali registrano un alto numero di reati di genere, con molti giovani imputati di meno di 25 anni. Questi dati allarmanti richiamano l’urgenza di interventi educativi e preventivi sin dalla giovane età, affinché si possa affrontare la complessità della violenza con strumenti più efficaci e duraturi. In conclusione, l’evento di Treviso rappresenta un’occasione importante per riflettere sulla necessità di educare alla cultura del rispetto, alla gestione corretta delle emozioni e alla solidarietà. Promuovere questi valori tra i giovani è fondamentale per costruire un futuro in cui la violenza venga progressivamente ridotta e le relazioni umane fondate sulla parità e l’empatia. Attraverso la testimonianza di chi ha vissuto il dolore più profondo e il confronto tra esperti e giovani, si auspica che si possa instillare nel cuore di ogni ragazzo e ragazza la volontà di cambiare le sorti di una società che ancora troppo spesso si scontra con fenomeni di discriminazione e violenza.
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