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Edizione delle 10:27 del 27/01/2026

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Adinolfi: Convergenza Necessaria
Mario Adinolfi si candida alle elezioni suppletive del Veneto: un appello al centrodestra per una convergenza valoriale Il 22 e 23 marzo si terranno le elezioni suppletive nei collegi di Padova e Rovigo, un appuntamento politico che vede tra i protagonisti Mario Adinolfi, presidente del Popolo della famiglia, insieme al segretario nazionale Mirko De Carli. La candidatura di Adinolfi rappresenta un’iniziativa concreta per rafforzare la presenza della sua formazione politica in una regione tradizionalmente sensibile ai temi della famiglia, della vita e dei valori cristiani. Un percorso tra i territori e le sfide del centrodestra Da giorni, Adinolfi ha intrapreso un’intensa campagna elettorale attraverso un tour nei comuni dei due collegi, con l’obiettivo di ascoltare direttamente le esigenze e le opinioni dei cittadini. La sua visita ha incluso località come Galzignano Terme, Battaglia, Mestrino e Cadoneghe, territori dove ha incontrato un pubblico caloroso e partecipe. Tuttavia, ciò che ha colpito maggiormente l’esponente del Popolo della famiglia è stata la scarsa presenza di rappresentanti delle forze del centrodestra, spesso rintanati e poco inclini a confrontarsi. Adinolfi ha evidenziato come questa situazione rifletta una difficoltà del centrodestra nel trovare candidati condivisi, al di là delle divisioni interne e delle logiche di potere. Ha anche sfidato pubblicamente Luca Zaia, presidente della Regione Veneto e figura di spicco della Lega, criticando l’orientamento di alcune componenti del centrodestra che appaiono orientate verso posizioni più moderate o allineate con la sinistra, come quella di Marco Cappato e le sue battaglie sui diritti civili. Secondo Adinolfi, questa strategia rischia di alienare il consenso di un elettorato che vede nella radice popolare e cristiana del Veneto un elemento fondamentale della propria identità culturale. Un invito a costruire una convergenza programmatica Al centro del suo intervento, Adinolfi ha lanciato un appello chiaro: rafforzare la collaborazione tra il Popolo della famiglia e il centrodestra, con l’obiettivo di arrivare a un’intesa programmatica sui progetti futuri. Ha proposto di instaurare un tavolo di confronto che possa mettere sul tavolo valori condivisi e pratiche politiche concrete, anziché concentrarsi unicamente sulle logiche di potere e le candidature individuali. Questo, ha spiegato, potrebbe costituire un segnale significativo di unità e di attenzione alle tematiche fondamentali, come la famiglia, la natalità e il ruolo della donna come madre e lavoratrice. Le priorità di un intervento che va oltre i temi economici Adinolfi ha chiarito che il problema della denatalità nei comuni del Veneto non è semplicemente di natura economica, ma si radica in una questione culturale e valoriale. La politica, in questo quadro, ha il compito di decidere come allocare le risorse pubbliche: se privilegiare investimenti militari e armamentistici o sostenere le famiglie e le nascite. Il reddito di maternità, proposta cardine del Popolo della famiglia, rappresenta secondo lui una misura imprescindibile per invertire la tendenza del declino demografico che caratterizza l’area. Per Adinolfi, è fondamentale riscoprire le radici culturali e religiose, e la tradizione politica italiana, per sviluppare politiche che valorizzino la vita e la famiglia, elementi cardine di una società solida. Il suo attacco si rivolge anche alle ambizioni di alcuni esponenti del centrodestra, accusati di aderire a posizioni più vicine agli ideali della sinistra, in particolare sui temi dei diritti civili e dell’eutanasia. Da qui l’appello al leader leghista, con la richiesta di un incontro diretto per chiarire e definire un percorso comune. Lo scenario politico e le prospettive future Adinolfi ha sottolineato come il quadro politico veneto e nazionale sia caratterizzato da tensioni tra diverse forze e visioni. Ha ricordato che, anche sulla scena europea, la presenza del Popolo della famiglia può diventare un elemento decisivo, con un consenso che si aggira attorno all’1%, ma che nelle circoscrizioni locali potrebbe rivelarsi determinante, specialmente nel contesto di un eventuale testa a testa tra forze come il centrodestra e il centrosinistra. Pur riconoscendo la complessità delle dinamiche politiche, lancia un messaggio di fermezza e volontà di essere parte attiva nel futuro del Veneto e dell’Italia. La sua volontà è quella di contribuire a promuovere valori radicati nella tradizione e nella cultura italiana, contrastando quelle tendenze che, a suo avviso, rischiano di allontanare il Paese dalle sue radici. In conclusione, l’intervento di Mario Adinolfi si configura come un richiamo a riconoscere e valorizzare la cultura della vita e della famiglia come elementi imprescindibili per un rinnovamento etico e sociale. La sua candidatura e le sue proposte mirano a stimolare un dibattito più approfondito e condiviso, cruciali in un territorio che ha dimostrato di essere molto sensibile ai temi di identità, tradizione e futuro.
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