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La scelta alle suppletive in Veneto: Laura Cestari si confronta con le dinamiche interne e le reazioni sul territorio

L’intervista a Buongiorno Veneto su Radio Veneto24

 La scelta alle suppletive in Veneto: Laura Cestari si confronta con le dinamiche interne e le reazioni sul territorio

Laura Cestari

 Nel cuore del Veneto, la questione della candidatura alle suppletive ha generato discussioni e tensioni all’interno del partito Lega. Laura Cestari, eletta con un consistente consenso e tra le figure più rappresentative della regione, ha deciso di non candidarsi alle suppletive, decisione che ha sorpreso molti e ha suscitato reazioni contrastanti sui territori. La candidata, sempre fedele ai principi di lealtà e servizio al partito, ha spiegato di aver scelto di rimanere fedele ai valori di trasparenza e di rispetto nei confronti delle dinamiche interne, anche se riconosce la difficoltà di far comprendere queste scelte ai militanti e ai sostenitori locali.

Le ragioni della scelta e le dinamiche interne

L’intervista a Buongiorno Veneto su Radio Veneto24 rivela come la decisione di candidare Alberto De Ruba, tesoriere del partito, sia stata presa senza il coinvolgimento diretto di Cestari, che ha espresso il suo disappunto. La candidata ha sottolineato di non aver ricevuto una telefonata da parte del segretario provinciale prima dell’annuncio, e ha manifestato il desiderio di chiarimenti sulle modalità che hanno portato alla selezione di Rovigo come luogo della candidatura. Cestari ha evidenziato come la scelta sembri in contrasto con altre disponibilità sul territorio, come quella di Padova, che al momento rappresenterebbe una sede più strategica e con una più forte rappresentanza politica, tra cui figure di rilievo come Giulio Centenaro.

Il riscontro dal territorio e le reazioni dei supporters

La candidata ha evidenziato il forte impatto che questa decisione ha avuto sul territorio, in particolare tra i sostenitori di Rovigo, che si sono sentiti trascurati e delusi. Molti hanno espresso solidarietà a Cestari, apprezzando la sua compostezza e la modalità rispettosa con cui ha affrontato questa situazione. La stessa Cestari ha confessato di aver ricevuto numerosi messaggi di vicinanza e di apprezzamento, anche da parte di elettori e militanti che riconoscono il suo impegno e la sua dedizione nel corso degli ultimi anni, pur riconoscendo che un risultato così positivo avrebbe meritato anche una comunicazione più diretta da parte del partito.

L’assenza di un confronto ufficiale e le aspettative future

Uno dei punti critici sollevati dalla Cestari riguarda la mancanza di un confronto diretto con il dirigente provinciale, che finora non le avrebbe ancora comunicato motivazioni ufficiali sulla decisione. La candidata si dichiara dispiaciuta, ma anche determinata a chiedere spiegazioni in un prossimo incontro del direttivo provinciale, previsto per le prossime ore. La sua volontà è di comprendere le ragioni profonde di questa scelta, che sembra aver penalizzato un territorio già fragile in termini di rappresentanza politica, soprattutto considerando che Rovigo non dispone di alcun deputato o assessore regionale in carica.

Il ruolo di Salvini e le discussioni sulle responsabilità

Nel corso della discussione emergono anche riferimenti alle dinamiche di potere all’interno del partito, con citazioni che coinvolgono figure di spicco come Matteo Salvini e altri esponenti di primo piano. Cestari ha espresso gratitudine a Salvini e ai altri dirigenti che, secondo lei, hanno sempre dimostrato solidarietà e riconoscenza per il suo lavoro, anche in occasione della quadruplicazione delle preferenze ottenute con il suo impegno diretto. Tuttavia, ha segnalato di essere rimasta molto delusa dal fatto di non aver ricevuto ancora un confronto ufficiale con il segretario provinciale, evidenziando come questa mancanza di comunicazione possa lasciare spazio a interpretazioni e polemiche.

Il futuro e le prossime mosse

L’intervista si conclude con l’intenzione di Cestari di mantenere un atteggiamento professionale e di aspettare il prossimo confronto ufficiale, sperando di chiarire definitivamente le motivazioni di questa scelta e di poter ricevere un riscontro diretto dal vertice provinciale del partito. La vicenda solleva questioni sul metodo decisionale all’interno della Lega, sulla trasparenza e sulla capacità di ascoltare le esigenze dei territori, soprattutto in un momento in cui la rappresentanza politica di alcune zone del Veneto appare ancora precaria. In attesa di sviluppi, resta evidente che questa vicenda continuerà a essere oggetto di discussione tra gli attivisti e gli elettori, con la possibilità che si apra un confronto più ampio sulle modalità di scelta e di coinvolgimento delle figure locali nel processo decisionale. La eventuale chiamata al dialogo da parte del partito sarà determinante per ricostruire il clima di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, e per definire le prossime strategie per rafforzare la presenza politica nel territorio del Polesine e oltre.

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