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Intervista di mercoledì 18/03/2026

Edizione delle 10:08 del 18/03/2026

Intervista di mercoledì 18/03/2026
Fusione Comunale: Quanti Fondi? (Sigolotto e ospite)
Miglioramenti e sfide della fusione tra ville e comunità: il caso di Borgo Veneto Il miglioramento dei servizi pubblici, le opportunità di investimento e la tutela dell’identità locale sono i principali temi al centro della fusione tra i comuni di Borgo Veneto e Grande Sant’Elena, un percorso che mira a creare un’entità amministrativa più forte e dotata di risorse significative. La consultazione popolare prevista per il 28 e 29 marzo rappresenta un momento cruciale per ottenere il consenso dei cittadini e avviare ufficialmente il processo di unificazione. La figura di Michele Sigolotto, sindaco di Borgo Veneto, illustra gli aspetti principali di questa iniziativa, offrendosi come tramite tra istituzioni, cittadini e iniziative di sviluppo. Le risorse finanziarie a sostegno della fusione Uno dei punti di maggiore interesse riguarda le risorse stanziate a favore del nuovo ente. Secondo le stime, la fusione consentirà di ricevere circa 570.000 euro annui per un arco temporale di 17 anni, una cifra che rappresenta il 60% del Fondo di straordinario di solidarietà che ogni comune dei due territori riceveva nel 2010. Questa somma libera da vincoli può essere destinata a spese correnti, investimenti o progetti di sviluppo locale, permettendo all’amministrazione di pianificare interventi a beneficio della collettività. Inoltre, la regione Veneto ha annunciato l’erogazione di un contributo una tantum di circa 600.000 euro, risorse che saranno fondamentali per avviare e sostenere le attività di startup del nuovo ente. Questi fondi rappresentano un sostegno importante per la gestione di servizi sociali, scuole, infrastrutture e altre aree strategiche, che spesso subiscono pressioni legate all’aumento dei costi e alla necessità di innovare. Il ruolo della regione e le opportunità per il territorio L’intervento della regione Veneto si inserisce in un quadro più ampio di politiche di incentivazione delle fusioni tra enti locali, con l’obiettivo di ottimizzare risorse e migliorare l’efficienza amministrativa. La regione, infatti, ha sottolineato come le risorse aggiuntive siano destinate anche a uniformare sistemi e servizi tra i vari comuni coinvolti, favorendo una più efficace distribuzione degli interventi pubblici. Sigolotto evidenzia che questa è una “boccata d’ossigeno” soprattutto in un momento in cui i costi di gestione per i comuni sono elevati: dalla gestione dei servizi scolastici, alla cura delle reti sociali e alle infrastrutture. La potenzialità di poter investire queste risorse nel miglioramento delle strutture e nell’innovazione dell’offerta pubblica rappresenta un’opportunità concreta per le comunità coinvolte. L'importanza dell’identità territoriale e i timori dei cittadini Non mancano però le criticità e le resistenze di alcune fasce di popolazione. Tra i timori più ricorrenti vi è quello di perdere l’identità locale e il proprio senso di appartenenza, legato ai tradizionali “campanili” e alle storiche sedi amministrative. Sigolotto chiarisce che, in realtà, le sedi municipali delle località interessate rimarranno operative, anzi, i cartelli della circoscrizione delle frazioni come Saletto, Santa Margherita e San Silenzio resteranno al loro posto, per testimoniare la continuità di presenza e di servizio. L’esperienza di partecipazione agli incontri pubblici ha mostrato che, pur con qualche spirito di conservazione, la maggioranza dei cittadini si trova favorevole alla fusione, convinta che questa possa portare benefici alla collettività senza alterare profondamente le proprie radici. Il sindaco sottolinea quindi come paura di perdere l’identità sia comprensibile ma spesso infondata, poiché le decisioni amministrative e le sedi continueranno a essere mantenute nei territori di origine. Le tappe e le modalità della consultazione Il percorso verso la fusione è ora in fase di ulteriori incontri con le associazioni e le varie realtà sociali del territorio, con l’obiettivo di coinvolgere il più possibile la cittadinanza prima di sottoporre la questione al voto. La data prevista per il referendum, che è di nature consultiva, è indicata per l’autunno. La decisione definitiva spetterà comunque alla regione Veneto, che valuterà i risultati e gli orientamenti espressi dai cittadini, considerando anche altri fattori di carattere strategico e amministrativo. Sigolotto spiega che il “sì” dei cittadini sarà determinante, ma che alla fine sarà la regione a decidere circa l’effettiva acta di fusione, mantenendo comunque alta l’attenzione al rispetto delle volontà popolari e alla tutela degli interessi territoriali. L’esito del voto rappresenta quindi non solo un momento di partecipazione democratica, ma anche una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento delle comunità locali. Altre iniziative e progetti nel territorio Oltre alla questione della fusione, il sindaco di Borgo Veneto si sofferma su altre attività, come l’attivazione di un gruppo alpini appositamente costituito in seguito alla fusione, un segnale di volontà di mantenere vive le tradizioni e i valori collettivi. Significativa anche l’attenzione alle giovani generazioni: in collaborazione con la regione Veneto, sono state approvate borse di studio per gli studenti, volto a sostenere le famiglie nella spesa per i libri scolastici e promuovere l’educazione. In conclusione, l’esperienza di Borgo Veneto e Grande Sant’Elena si configura come un esempio di come le amministrazioni locali stiano affrontando i processi di integrazione territoriale, cercando di coniugare efficienza, identità e tradizione in una strategia di sviluppo sostenibile. Resta ora da attendere il momento della consultazione e le eventuali decisioni che essa inducerà, nella speranza che il consenso cittadino porti a benefici concreti per tutte le fasce della popolazione.
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