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Intervista di lunedì 30/03/2026

Edizione delle 10:05 del 30/03/2026

Intervista di lunedì 30/03/2026
Vendite: Regione Veneto senza coraggio (Luisetto)
Il Consiglio regionale del Veneto si prepara ad approvare il Documento di Economia e Finanza (DEF) che anticipa il bilancio di previsione finale, un passo cruciale che segna l'inizio di un’intensa settimana di lavori. La sfida principale resta il rispetto della scadenza di Pasqua, obiettivo condiviso ma non ancora garantito, mentre tra le voci critiche si distingue quella di Chiara Luisetto, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione sanità. Il DEF presentato dalla Giunta regionale ha suscitato forti critiche, soprattutto per la mancanza di coraggio e visione strategica. Secondo Luisetto, il documento si configura come un atto di continuità, privo di quelle scelte audaci che sarebbero necessarie per rispondere alle emergenze territoriali e sociali del Veneto. La consigliera denuncia che, nonostante le promesse di cambiamento fatte dal presidente Luca Zaia, il documento appare come un’ennesima occasione mancata di investimenti significativi in settori chiave come sanità, sociale e servizi alla persona. Il disegno di legge di stabilità della regione, che sarà esaminato durante tre giorni di discussioni dall’ultima settimana di marzo tra mercoledì e venerdì, rappresenta il cuore delle decisioni di riparto delle risorse pubbliche. Luisetto annuncia che nel corso delle audizioni e degli emendamenti, il suo gruppo ha chiesto maggiori investimenti in ambito sanitario e sociale, con particolare attenzione alle strutture dedicate alla disabilità, alla non autosufficienza e alla tutela degli anziani. Pur riconoscendo alcuni accoglimenti delle proprie proposte, l’esponente del PD sottolinea come le risorse disponibili siano ancora insufficienti, pronte a frenarne la realizzabilità concreta e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Un tema di grande attualità riguarda la riforma delle IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza), che ancora languono nei cassetti delle proposte inattuate. Luisetto evidenzia come, tra gli oltre diciotto progetti di legge presentati nel tempo, nessuno sia ancora attuato, mettendo a rischio la tenuta di queste strutture, tra cui case di riposo pubbliche e strutture per minori soggette a una legge del 1800, nota come legge Crispi. La consigliera denuncia che l’assenza di decisioni politiche si traduce nel rischio di chiusura di molte IPAB, in quanto non più sostenibili economicamente. In tale contesto, la mancata riforma rappresenta un ostacolo grave per la sostenibilità e la qualità dei servizi di assistenza pubblica. Particolare attenzione viene dedicata anche ai rapporti con il terzo settore, spesso chiamato a svolgere un ruolo fondamentale nel campo socio-sanitario. Luisetto stigmatizza il fatto che ancora oggi si manifestano forme di sfruttamento e non si promuove un’azione responsabile da parte dell’apparato pubblico. Ricorda infatti l’importanza di risorse aggiuntive e una regolamentazione più stringente per garantire che le strutture del terzo settore mantengano standard di qualità e dignità, senza essere sfruttate come manodopera a basso costo o come riserve di personale facilmente sostituibile. Oltre alle questioni strettamente politiche, la consigliera affronta anche temi di carattere umano e sociale, come il fenomeno degli insulti sessisti e violenti rivolti a esponenti delle donne in politica. Un caso riferito a Monica Sambo, vittima di epiteti offensivi e minacce che sottolineano la necessità di un’attenzione ancora maggiore verso la sicurezza e la dignità delle donne impegnate nel servizio pubblico. Luisetto invita alla responsabilità, al rispetto e alla denuncia di ogni forma di violenza verbale o fisica, affermando che il silenzio e il perdono non sono più strumenti accettabili di fronte a comportamenti così gravi. In conclusione, l’intervento di Chiara Luisetto mette in evidenza un quadro di continuità e di criticità ancora irrisolte nella gestione delle risorse e delle riforme fondamentali per il Veneto. La consigliera sottolinea la necessità di superare gli annunci e di passare ai fatti concreti, affinché il cambiamento promesso diventi effettivamente un intervento tangibile a beneficio dei cittadini, in modo responsabile, strategico e lungimirante. Con l’approvazione del DEF e dei prossimi passaggi politici, resta ancora da verificare se la regione saprà davvero affrontare le sfide che le emergono quotidianamente, o se continuerà a faticare dietro a programmi insufficienti e mancate riforme cruciali.
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