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Consorzio di Bonifica Adige Po
11.03.2026 - 09:51
Conclusi gli interventi del progetto CSR guidato dal Consorzio di Bonifica Adige Po. Tra siepi, aree boscate, zone umide e nidi artificiali sono stati realizzati quasi 120 chilometri di nuovi corridoi ecologici nel comprensorio tra Adige e Po. Il progetto, finanziato dal Piano Strategico Nazionale della PAC, ha rafforzato biodiversità e qualità ambientale nel paesaggio agricolo polesano.
POLESINE – Un milione di euro investiti per riportare natura e biodiversità nel paesaggio agricolo. Si sono conclusi gli interventi realizzati nell’ambito del progetto collettivo CSR – Complemento per lo Sviluppo Rurale, parte del Piano Strategico Nazionale della PAC (Politica Agricola Comune), guidato dal Consorzio di Bonifica Adige Po in qualità di capofila.
L’investimento complessivo di circa un milione di euro rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato otto anni fa che, tra il precedente Programma di Sviluppo Rurale (PSR) e l’attuale CSR, ha destinato quasi 1,7 milioni di euro al ripristino degli ecosistemi e alla tutela della biodiversità nel territorio polesano.
Il nuovo programma ha raccolto l’eredità del PSR, garantendo continuità agli interventi e permettendo alle aziende agricole di accedere ai finanziamenti europei attraverso un modello di cooperazione territoriale coordinato dal Consorzio. Dal 2018 a oggi l’alleanza tra l’ente consortile e oltre 60 aziende agricole ha portato alla trasformazione di quasi 80 ettari del comprensorio in una rete diffusa di infrastrutture ecologiche.
I risultati sono significativi: circa 120 chilometri tra siepi e fasce tampone, 5 ettari di nuove superfici boscate, mezzo ettaro di aree umide, oltre 200 nidi artificiali e numerosi fossati della rete privata riqualificati con vegetazione ripariale.
Gli interventi hanno interessato soprattutto la parte centro-orientale del comprensorio, una delle più ricche dal punto di vista idraulico, attraversata da importanti corsi d’acqua della rete di bonifica come Adigetto, Ceresolo, Valdentro, Ramostorto, Cavo Maestro e il Collettore Padano Polesano. Una trama di corsi d’acqua che già rappresentava una spina dorsale ecologica e che oggi è stata rafforzata da decine di chilometri di nuove infrastrutture verdi, capaci di ricucire ambienti frammentati e riportare naturalità in un territorio segnato dall’agricoltura intensiva.
Per il Consorzio, tuttavia, il ruolo di capofila non si limita alla gestione dei finanziamenti. L’ente ha avviato anche un monitoraggio ambientale continuativo, già attivo durante il precedente PSR e oggi esteso anche agli interventi più datati per valutarne gli effetti nel tempo.
Le analisi utilizzano metodologie avanzate, tra cui la bioacustica, e monitorano diverse componenti della fauna: avifauna, farfalle, insetti impollinatori e libellule. Alla chiusura del precedente programma erano state censite quasi 70 specie di uccelli, numero che continua a crescere grazie alla creazione di nuovi habitat. Parallelamente si registra un aumento di mammiferi, impollinatori e insetti utili, segnali che indicano la buona salute degli agroecosistemi e il funzionamento della rete ecologica.
L’obiettivo finale è la creazione di una banca dati ambientale strutturata, destinata a diventare un punto di riferimento regionale per la valutazione della qualità del paesaggio rurale.
Il presidente del Consorzio di Bonifica Adige Po, Roberto Branco, sottolinea il valore di questo percorso:
«In questi anni abbiamo imparato una cosa semplice ma potente: quando l’acqua incontra la volontà, nascono paesaggi nuovi. Il Polesine non è più solo una terra di campi e canali: sta diventando un laboratorio a cielo aperto dove agricoltura, natura e ingegno umano trovano un equilibrio possibile.
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