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Nuovo oftalmoscopio per il trattamento della retinopatia nei neonati prematuri: donazione alla oculistica di Treviso

La Fondazione Fassa Bortolo ha donato un innovativo strumento all'ospedale Ca' Foncello

Nuovo oftalmoscopio per il trattamento della retinopatia nei neonati prematuri: donazione alla oculistica di Treviso

Le immagini sul posto

Un nuovo oftalmoscopio indiretto laser (LIO) è stato donato all’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’ospedale Ca' Foncello di Treviso dalla Fondazione Fassa Bortolo ETS, con una donazione di ventimila euro. Questo strumento all'avanguardia, fondamentale per il trattamento della retinopatia della prematurità (ROP), rappresenta un importante passo avanti nella cura di una delle principali cause di cecità infantile.

La retinopatia dei bambini prematuri colpisce fino al 30% dei neonati prematuri e può causare danni permanenti alla vista, se non trattata tempestivamente. La donazione di questo nuovo dispositivo tecnologico consentirà ai medici di intervenire con maggiore precisione, riducendo i tempi di trattamento e migliorando l’efficacia terapeutica. L'oftalmoscopio indiretto laser, grazie alla sua portabilità e al funzionamento wireless, permetterà agli specialisti di intervenire rapidamente anche in situazioni complesse, come il trattamento di neonati prematuri in terapia intensiva.

"Questo è il primo progetto che finanziamo e per noi è molto significativo, soprattutto perché è dedicato ai bambini, che sono il nostro futuro", hanno dichiarato i rappresentanti della Fondazione Fassa Bortolo. "Vogliamo contribuire concretamente a iniziative che fanno la differenza nella vita delle persone, e l’oculistica è un settore in cui siamo particolarmente orgogliosi di vedere un’eccellenza, sia per la qualità delle cure che per l'umanità del personale".

Il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, ha sottolineato l'importanza di questa donazione, definendola un esempio straordinario di collaborazione tra istituzioni pubbliche e realtà locali. "Grazie alla Fondazione Fassa Bortolo, l’ospedale di Treviso è ora dotato di una tecnologia all'avanguardia che potrà salvare la vista di molti bambini, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei più piccoli".

Giuseppe Scarpa, primario di Oculistica, ha spiegato come il nuovo LIO riduca il rischio di stress anestesiologico per i neonati, grazie alla sua capacità di rendere il trattamento più rapido e meno invasivo. L’oftalmoscopio permette anche agli operatori di lavorare con maggiore ergonomia, migliorando l'efficacia del trattamento.

Il dispositivo è particolarmente utile nel contesto della Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Treviso, dove ogni anno vengono sottoposti a screening oltre 80 neonati pretermine. Circa il 10% di questi bambini necessitano di un trattamento urgente per prevenire danni irreversibili alla vista. Il LIO, oltre a migliorare la cura dei piccoli pazienti, si rivela utile anche per il trattamento delle patologie retiniche negli adulti, in particolare per pazienti non collaboranti o con difficoltà di mobilizzazione.

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