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Salute
10.03.2026 - 16:11
Foto di repertorio
I sindacati trentini scendono in campo contro l'inasprirsi della condizione lavorativa nella sanità privata e nelle Rsa, con salari fermi da 8 a 14 anni. "È una situazione inaccettabile", dichiarano Alberto Bellini (Cgil Fp), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Giuseppe Varagone (Uil Fpl Sanità). I lavoratori, che ogni giorno si occupano di garantire cure e assistenza, attendono il rinnovo del contratto da troppo tempo, mentre il costo della vita continua a salire, creando un divario salariale crescente rispetto al sistema pubblico.
Le organizzazioni sindacali, durante un incontro con Aiop, Aris e l'assessorato provinciale alla sanità, hanno ribadito che "le risorse pubbliche destinate al sistema della sanità privata devono tradursi anche in diritti e salari dignitosi per i lavoratori". Un appello forte, che punta a evitare che questa disuguaglianza possa compromettere la qualità dei servizi sanitari, mettendo a rischio l'attrattività delle professioni nel settore accreditato.
L'assessore provinciale alla sanità, Mario Tonina, ha espresso la propria disponibilità a "aprire un ragionamento" per collegare i contratti di accreditamento delle strutture private al miglioramento delle condizioni salariali e lavorative degli operatori, ponendo l'accento sul recupero del gap salariale accumulato nel tempo. "È fondamentale che le risorse pubbliche siano investite anche nel miglioramento delle condizioni di chi lavora nel settore", ha dichiarato Tonina.
In risposta, i sindacati hanno confermato lo stato di mobilitazione, annunciando uno sciopero nazionale della sanità privata e delle Rsa per il 17 aprile prossimo, al fine di chiedere con forza il rinnovo del contratto e una corretta valorizzazione del lavoro sanitario. Un'azione che segna il punto di non ritorno di una lunga battaglia per i diritti e il riconoscimento del valore di chi lavora nel settore della sanità privata.
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