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Viaggio nel tempio della tradizione: i ristoranti dove batte il vero cuore gastronomico del Veneto

Dalle sponde della Laguna alle colline trevigiane

Viaggio nel tempio della tradizione: i ristoranti dove batte il vero cuore gastronomico del Veneto

Foto di repertorio

Esiste un Veneto che non rincorre le mode, ma che protegge i propri sapori come un tesoro di famiglia. Mangiare la "vera" cucina locale significa sedersi a tavole dove il baccalà non è una scelta di menu, ma una missione, e dove il radicchio o la polenta hanno il sapore della terra da cui provengono. Ecco tre tappe obbligatorie per chi cerca l'autenticità.

1. Antica Trattoria Ballotta (Torreglia, Padova)

Fondata nel 1605, è la trattoria più antica dei Colli Euganei e una delle più storiche d'Italia. Qui la cucina veneta è monumentale.

L’approfondimento: Entrare da Ballotta significa respirare la storia. Il piatto simbolo è il "Torresano" (il colombo giovane) cotto allo spiedo, una prelibatezza che risale alla tradizione aristocratica veneta. Non mancano mai i bigoli al torchio con l'anatra e i dolci fatti in casa che seguono le ricette del Seicento. Il lusso qui è la costanza qualitativa di oltre quattro secoli.

2. Trattoria alla Posta (Giavera del Montello, Treviso)

Se cercate l'anima della Marca Trevigiana, questo è il vostro posto. Situata ai piedi del bosco del Montello, la famiglia fondatrice gestisce il locale con una passione viscerale per il territorio.

L’approfondimento: Il menu è una dichiarazione d'amore ai prodotti stagionali. In questo periodo, il protagonista assoluto è il Radicchio Rosso di Treviso IGP, servito ai ferri o nel celebre risotto. Ma la vera attrazione è la carne alla brace e i "funghi del Montello". È il posto dove i veneti vanno a mangiare la domenica per sentirsi a casa, circondati da una carta dei vini che esalta il Prosecco superiore di Cartizze.

3. Trattoria da Palmerino (Sandrigo, Vicenza)

Non si può dire di aver mangiato veneto senza aver provato il Baccalà alla Vicentina, e Sandrigo ne è la capitale mondiale. Da Palmerino è il custode ufficiale della ricetta della "Venerabile Confraternita".

L’approfondimento: La preparazione del baccalà qui è un rito che dura giorni: stoccafisso di prima scelta, ammollato, infarinato e cotto lentissimamente con latte, sarde e grana. Viene servito con una polenta gialla di Marano fumante, soda e saporita. La consistenza del pesce è una crema che si scioglie in bocca, un'esperienza che giustifica da sola il viaggio fino a Vicenza.

Il consiglio dell'esperto

In questi locali la prenotazione per il weekend (28-29 marzo) è praticamente obbligatoria. Se volete vivere l'esperienza completa, chiedete sempre il "vino della casa": spesso si tratta di selezioni locali sfuse di altissimo livello, perfette per accompagnare piatti così strutturati.

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