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Mogliano, Guglielmo Carraro: "Il rugby è la mia seconda famiglia"

Il giocatore del Mogliano Veneto Rugby racconta la sua passione per la palla ovale

Mogliano, Guglielmo Carraro: "Il rugby è la mia seconda famiglia"

Guglielmo Carraro, foto di Alfio Guarise

Per me il rugby è unione. La cosa più bella è quando ti trovi in campo e senti quell’elettricità che ti pervade, come un filo che unisce tutti i compagni". Guglielmo Carraro, classe '99 del Mogliano Veneto, parla così dello sport che gli fa battere il cuore.

Com'è iniziato il tuo percorso?

"Ho iniziato a giocare quando avevo 9 anni, grazie a mio papà, che è stato un giocatore e mi ha trasmesso la passione per questo sport. Ho cominciato nel Tarvisium. E lì, tra una partita e l’altra, ho capito che questo gioco sarebbe stato una parte fondamentale della mia vita".

Poi come si è evoluta la tua carriera?

"Il Covid ha rallentato un po’ il mio cammino, ma alla fine è stata anche una pausa che mi ha permesso di riflettere. Salvatore Costanzo, l'ex allenatore del Mogliano, mi ha chiamato e ho iniziato la mia avventura con il club. Però, per un altro anno, sono tornato a Tarvisium per motivi di studio, per poi ritornare di nuovo in biancoblu".

E quest’anno come sta andando?

"Siamo una squadra molto giovane, con tanti ragazzi dal grande potenziale. Stiamo vivendo un cambio generazionale importante. Quest’anno deve essere quello della conferma per noi, dobbiamo continuare sulla scia dei progressi fatti negli ultimi anni e spingere ancora di più. La crescita continua e l’ultimo periodo è stato positivo, quindi ora dobbiamo alzare il nostro sguardo e puntare in alto".

Come ti trovi con coach Casellato?

"Il coach è una persona che conosce molto bene il rugby. Ama allenare e stare in mezzo al campo. Con lui abbiamo fatto un vero e proprio switch mentale. Ci ha portato molta serenità. È stato capace di imprimere un’impronta speciale alla squadra, facendoci giocare con maggiore fiducia".

Parliamo del tuo stile di gioco. Come ti definisci come giocatore?

"Non mi considero un giocatore molto tecnico, ma metto molto impegno e ho costanza nelle prestazioni. Punto molto sull’aggressività e sul fisico, cercando di portare sempre il massimo sul campo. Ogni partita per me è una battaglia e cerco sempre di dare tutto".

Qual è stato il momento più emozionante della tua carriera finora?

"Sicuramente il momento più bello è rappresentato dalla vittoria contro Petrarca a casa loro della passata stagione. È un ricordo che porterò sempre con me, fu un match unico".

Cosa rappresenta il rugby per te?

"Per me, il rugby è unione. La cosa più bella è quando ti trovi in campo e senti quell’elettricità che ti pervade, come un filo che unisce tutti i compagni. È una sensazione che si crea solo quando c'è veramente unità e spirito di squadra. È quel momento in cui sai che, insieme, puoi affrontare qualsiasi cosa".

Qual è il tuo sogno nel rugby?

"Mi piacerebbe, un giorno, guardarmi indietro alla fine della mia carriera e sentire di aver lasciato un’impronta nelle squadre in cui ho giocato. Sarebbe bello poi vincere qualcosa, perché fino ad oggi non mi è ancora successo".

Guglielmo Carraro e Mogliano: una bella storia d'amore; "Per me questa è diventata una seconda famiglia. Per come ho vissuto il rugby nella mia carriera l'aspetto che conta di più è questo e qui l'ho trovato".

Stefano Parpajola

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