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Calcio. Serie B
09.03.2026 - 12:06
Calcio Padova, @foto Davide Boggian
La Serie B è una bagarre e questa è storia nota. Il campionato cadetto offre un continuo sali e scendi di emozioni: cambi repentini di classifica, squadre che sembrano essere smarrite e che poi ritrovano la giusta via. Il caso del Pescara, ultimo e quasi spacciato fino a poche giornate fa e ora tornato in piena lotta salvezza, è il manifesto più lampante di tutto ciò. Nessuno può dormire sonni tranquilli e il Calcio Padova non fa eccezione.

La squadra di Andreoletti è la migliore tra le neopromosse e non è mai stata, escluso l'avvio di campionato, nelle posizioni più calde della classifica. Eppure la concentrazione dovrà essere massima fino alla fine perché dietro le dirette inseguitrici hanno iniziato a correre. Dopo la sconfitta dolorosa del Partenio-Lombardi contro l'Avellino, maturata all'ultimo minuto, i biancoscudati si trovano nel gruppone che va dalla decima alla ventesima in classifica. Tutti sono coinvolti nella lotta salvezza.
Il Padova dopo il mercato di gennaio ha deciso di cambiare sistema di gioco: il passaggio dalla difesa a 3 alla difesa a 4 ha richiesto qualche partita di adattamento, ma poi ha iniziato a sortire gli effetti sperati, soprattutto per quanto riguarda la fase offensiva. La ricerca di un calcio più propositivo e coraggioso, sfruttando gli uno contro uno sulle ali ha fornito i suoi frutti, seppur a corrente alternata. Francesco di Mariano, in questa ottica, è il manifesto ideale di questa volontà. L'ex Modena ha avuto un ottimo impatto con i padovani, guadagnandosi sin da subito la maglia da titolare e garantendo, oltre a gol e assist, fantasia e qualità. Gianluca Caprari, invece, arrivato indietro di condizione, deve ancora trovare i meccanismi giusti per incidere. Una nota di merito infine per Kevin Lasagna, che vissuto un grande periodo non facendo pesare l'assenza per infortunio del capocannoniere Mattia Bortolussi.
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Paradossalmente, però, i biancoscudati dopo aver migliorato la propria proposta offensiva, hanno concesso qualcosa di troppo agli avversari in termini di equilibrio. Fino ad Avellino, in 7 partite con il 4-4-2, solamente una volta la squadra di Andreoletti ha mantenuto la porta inviolata (vs Carrarese: 1-0). "Abbiamo trovato una buona quadratura, ma siamo ancora alla ricerca dell'equilibrio tra fare un tiro in porta in più e subirne uno in meno, lavoriamo in questa direzione", ha spiegato l'allenatore.

La caduta contro l'Avellino è stata dolorosa e ha segnato un passo indietro. Il Padova, alla terza partita in una settimana non è riuscito a reggere l'urto dei campani. I biancoscudati soffrono gli impegni ravvicinati e un dato lo testimonia. Nei quattro trittici che hanno visto andare in scena la squadra nel match successivo al turno infrasettimanale, sono arrivati un pareggio e tre sconfitte. La squadra di Andreoletti per stare in questo campionato ha bisogno di viaggiare sempre alla massima intensità e quando questo non è stato possibile i limiti del gruppo sono emersi.
Il Padova adesso vivrà un periodo fatto di partite complesse che diranno molto sul suo destino. Catanzaro e Palermo all'Euganeo, con nel mezzo il bollente derby con il Venezia di martedì sera al Penzo. In seguito la complicata trasferta di Frosinone, prima di tornare a giocare in casa contro Empoli e Reggiana, con la Curva Sud che forse finalmente sarà pronta. Poi il rush finale. Un periodo di fuoco per i biancoscudati.
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Il Padova sarà chiamato ha sferrare i colpi salvezza decisivi: non sarà facile, ma la squadra di Andreoletti ha dimostrato nel percorso di avere le carte in regola per essere all'altezza di questa Serie B.
Stefano Parpajola
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