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Calcio. Serie D
09.04.2026 - 05:06
Robert Gucher e la festa Treviso, foto @facebook
Il Treviso è finalmente tornato nel professionismo, conquistando la tanto attesa promozione in Serie C. A parlare del trionfo, a pochi giorni dal risultato che ha segnato la fine di un lungo cammino, sono stati alcuni dei protagonisti che hanno contribuito al successo del club.
Il presidente Alessandro Botter ha condiviso le sensazioni di un traguardo che la città aspettava da 13 anni: "Al fischio finale della gara ho provato un'emozione fortissima per aver vinto la partita. Questo ci dava tranquillità, ma non era ancora il momento decisivo perché aspettavamo ancora i risultati dagli altri campi. È stata un'attesa forte, particolare". Botter non ha dubbi su quale sia stato il momento più significativo della stagione: "La vittoria contro la Clodiense. È stata la dimostrazione che eravamo la squadra più forte, nonostante fosse un momento complicato per noi". Parlando del futuro, il presidente ha sottolineato l’importanza di proseguire con il progetto: "Abbiamo raggiunto la fase 1, ora tocca alla fase 2 e alla fase 3. Dobbiamo sviluppare il settore giovanile e migliorare le infrastrutture. Questo è un passo cruciale. Poi, con la fase 3, cercheremo dei compagni di viaggio per proseguire al meglio questa avventura".
L'allenatore Edoardo Gorini ha raccontato l'emozione della promozione con grande entusiasmo. "La festa è stata ritardata di un'ora, perché il Legnago ha iniziato dopo rispetto al nostro match. È stato ancora più bello, non ce lo aspettavamo. È stata una sorpresa", ha detto il tecnico. Gorini ha poi svelato i segreti del suo Treviso: "Il segreto è stato il gruppo, che ha sempre voluto raggiungere questo obiettivo, con grande determinazione e umiltà".
Infine, il capitano Robert Gucher ha espresso tutta la sua gioia per il traguardo raggiunto. "Emozioni forti. Abbiamo seguito insieme il secondo tempo del Legnago e poi la felicità è stata immensa. Sapevamo che dovevamo fare il nostro, ma non ci aspettavamo di vincere proprio quel giovedì. Il segreto è stato pensare a partita dopo partita. Siamo sempre stati un gruppo unito, una famiglia. La società, in tutte le sue componenti, non ci ha mai fatto mancare nulla", ha spiegato Gucher. Parlando del suo percorso personale, il capitano ha aggiunto: "Dopo anni di sofferenza, siamo riusciti a regalare una gioia a tutti. Treviso come piazza non può mancare nel professionismo. Vincere qui, da capitano, ha un sapore speciale. La sfida con me stesso era dimostrare che la categoria non conta quando c'è un progetto vero e una città che respira calcio come Treviso".

I biancazzurri si preparano intanto a chiudere al meglio la stagione attuale. Gucher ha concluso: "Non è finita. Ora bisogna onorare questo campionato fino alla fine. Ci sarà la poule scudetto, ma prima ci godiamo il momento. Poi penseremo alla prossima stagione".
Stefano Parpajola
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