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Terme. "Troppe scorribande per le vie del centro, basta con il traffico di attraversamento”

L’intervista al sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello

Montegrotto Terme: traffico in via di normalizzazione dopo l'emergenza viabilità

Un anno fa avevamo dedicato il nostro “Dentro la notizia” alla sicurezza stradale. Torniamo su un tema particolarmente sentito per capire se è cambiato qualcosa in questi ultimi mesi.

In un territorio a spiccata vocazione turistica come quello termale, la gestione dei flussi del traffico è complessa non sempre di semplice soluzione. Ne parliamo con il sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello.

Partiamo dalla visione d'insieme. Qual è lo stato della viabilità a Montegrotto?

In questi anni abbiamo lavorato su basi scientifiche. Il Piano Urbano del Traffico ci ha rivelato una verità innegabile: la città soffre per un eccesso di traffico di passaggio. Parliamo di veicoli che non si fermano nelle nostre attività o nei nostri hotel, ma usano il centro come scorciatoia. Per una città turistica, questo significa solo inquinamento e pericolo. Oggi le auto sono così confortevoli che correre a 70-80 km/h sembra quasi di essere fermi, ma in un centro abitato è inaccettabile. La nostra priorità è l’alleggerimento totale del centro cittadino attraverso azioni mirate sulle singole vie e una gestione diversa dei parcheggi.

Viale Stazione è stato appena riqualificato, ma non mancano le criticità, come intendete procedere?

Il riscontro estetico e funzionale è ottimo, ma il viale non può essere scambiato per una tangenziale del centro. Abbiamo notato un aumento di passaggi che mette a dura prova persino la pavimentazione, sulla quale è stato necessario intervenire. Con la riapertura degli hotel Augustus e Sollievo, prevista entro l'anno, il viale deve diventare il salotto della città. Interverremo con controlli serrati: chi lo usa per fare "show" notturno o non rispetta i 30 km/h troverà tolleranza zero.

Si parla da anni dell’unione delle tangenziali, perché secondo lei va fatta?

È la grande opera di cui il territorio ha bisogno. Attualmente, tutto il traffico pesante proveniente dalla "direttissima" per Padova scarica direttamente sul centro di Montegrotto per raggiungere le zone artigianali. È un carico deleterio per residenti e turisti. Dobbiamo avere il coraggio di investire in questa unione per spostare il traffico di passaggio nelle aree esterne. Non vogliamo chiudere tutto con zone pedonali, ma implementare zone a traffico limitato che garantiscano l'accesso a chi vuole fare acquisti, sbarrando la strada a chi usa il nostro viale principale come una pista.

Si avverte una divergenza di vedute con la vicina Abano Terme. A che punto è il dialogo?

La Provincia di Padova si è già espressa favorevolmente, inserendo l'unione delle tangenziali nei suoi strumenti urbanistici. Sappiamo che ad Abano le posizioni sono diversificate e il dibattito è aperto, ma io resto convinto della bontà dell'opera: servirebbe a decongestionare anche Corso Terme e l’area residenziale circostante. Il traffico pesante deve seguire le statali, mai i centri storici. È un confronto necessario per il bene di tutto il bacino termale.

Montegrotto è anche cicloturismo. Oltre all'Anello dei Colli, quali sono i vostri piani per la mobilità dolce?

Abbiamo illuminato l'Anello dei Colli per renderlo fruibile anche di notte, ma la vera sfida è la separazione dei flussi. Molte piste ciclabili di vecchia concezione sono promiscue e quindi pericolose. Guardiamo al modello nord-europeo e austriaco: vogliamo percorsi a utilizzo esclusivo delle biciclette. In Viale Stazione, ad esempio, stiamo inserendo segnaletiche orizzontali specifiche per ribadire che l'auto deve venire "dopo" la mobilità lenta.

Quali dunque i prossimi interventi per la sicurezza stradale?

Rifaremo completamente Piazza Primo Maggio, che sarà interamente pedonale. Per quanto riguarda la velocità, stiamo valutando l’installazione di semafori intelligenti su Strada Romana, in accordo con residenti e investitori del nuovo campeggio a cinque stelle. Infine, lancio un appello al Governo: servono i decreti attuativi per gli autovelox. Oggi la quasi totalità di questi strumenti è inefficace. Non vogliamo fare cassa, ma garantire l'incolumità pubblica. Quando la sensibilizzazione non basta, purtroppo, l'unico messaggio che arriva chiaro è quello che tocca il portafoglio.

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