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Il sindaco di Treviso, Mario Conte, liquida la questione sfollati che hanno dormito sotto i portici in via del Municipio

"La nostra parte l'abbiamo fatta, ora spetta anche ad altri farsi carico dei senza tetto"

"I parroci e i consiglieri di minoranza, che hanno tanto cuore, delegano però gli altri a risolvere i problemi"

Mario Conte, sindaco di Treviso

Mario Conte , sindaco di Treviso

In undici hanno bivaccato nella notte tra il 19 e il 20 aprile negli spazi sotto ai portici di via del Municipio, dopo essere stati sfollati dal parcheggio Dal Negro, ma il sindaco di Treviso, Mario Conte, è certo si tratti di una strumentalizzazione organizzata ad hoc per mettere in cattiva luce la giunta.

A suo dire, i due parroci e i consiglieri di opposizione intervenuti - Giovanni Kirschner e don Francesco Filiputti, parroci di Santa Maria del Sile e San Bartolomeo, con la consigliera comunale Caterina Dozzo e Luigi Calesso, di coalizione civica - avrebbero potuto portare i senzatetto nei rispettivi spazi parrocchiali od ospitarli nelle sale fruibili dagli scout.

Le parole del sindaco non lasciano adito a dubbi. «Non capisco perché don Giovanni Kirschner continui a provocare l'amministrazione comunale su un tema legato all'accoglienza dei migranti quando sa benissimo che il Comune sta facendo sforzi enormi in questa direzione, più di chiunque altro nel territorio. Credo che sia più interessato all’intervista che evidentemente è poi riuscito a farsi fare che non alla soluzione. Quindi per me lui può continuare tranquillamente a provocare: non mi interessa. Noi lavoriamo con Caritas, lavoriamo con Sant'Egidio, lavoriamo in coordinamento con la Prefettura per gestire nel migliore dei modi questo fenomeno che sta mettendo tutti in difficoltà, al netto di quelle persone che strumentalmente ieri sera sono andate a raccogliere questi migranti per fare una polemica politica. Io lascio che loro continuino a fare questo lavoro, noi lavoriamo sul binario del pragmatismo. Per me possono venire anche tutte le sere qui, sotto il municipio, non è un problema».

«Certamente sono a disposizione del Prefetto - continua Conte - se serve allargare il coinvolgimento. E sono tra coloro che chiedevano uno sforzo da parte di quegli imprenditori che di giorno utilizzano la manovalanza di queste persone, scaricate poi la sera in mezzo a una strada. E non ho visto i parroci andare a dormire nel parcheggio Dal Negro in mezzo agli escrementi, in mezzo ai rifiuti, in mezzo alle bottiglie, in mezzo ai cacciaviti, in mezzo a tutta quella sporcizia che abbiamo raccolto. Non ho visto la consigliera Dozzo andare a dormire al park Dal Negro, così come non l'ho vista andare a dormire al parcheggio Appiani, ma ho visto invece un sindaco che, con la Polizia Locale, con Contarina e tutti gli operatori intervenuti, ha sanificato e ridato dignità a un luogo».

«Ricordo che questa è un'Amministrazione che ha investito 750 mila euro sull'accoglienza, che ha raddoppiato gli spazi per le persone in difficoltà e che sta supportando tutte quelle realtà che si mettono a disposizione. C'è stato un esperimento a Monigo che è durato poche settimane perché anche i volontari si sono resi conto che poi non c'è più fine a questo tipo di servizio. Cominci con 10, il giorno dopo ne hai 20, il giorno dopo ne hai 30, fino a quando non hai più le forze, le risorse e i volontari per far fronte a questo tipo di emergenza. Allora capisco il cuore, che abbiamo tutti, capisco l'umanità, che non deve assolutamente mai mancare, però poi chi fa l'amministratore pubblico deve avere anche il pragmatismo di lavorare in squadra, lavorare in rete, lavorare con le istituzioni. Coloro che lavorano semplicemente per provocare li lascio fare, però francamente non sono molto interessato alla loro posizione».

«Ora se qualcuno vuole mettersi a disposizione lo deve fare con spazi privati. Penso alle parrocchie, penso agli edifici che sono a disposizione anche di altri enti. L'amministrazione pubblica sta facendo la sua parte, e la fa con impegno, con risorse, con spazi. Credo proprio che adesso debba muoversi qualcun altro».

La domanda sul dormitorio in via Pasubio sorge spontanea. Conte ricorda che è stato chiuso e non verrà riaperto. «Oggi non abbiamo più le risorse per mettere in campo un ulteriore centro di accoglienza. L’ex dormitorio sarà inoltre oggetto di una programmazione di lavori pubblici per un servizio diverso, ma l’Amministrazione ha dato il massimo e ora non ha più risorse utili a queste emergenze».

Infine, anche gli inviti del primo cittadino sono stafilettate. «Se qualcuno vuole rendersi utile adesso deve farlo offrendo spazi privati. Penso alle parrocchie o ai locali a disposizione di altri enti. Tutti quelli che arrivano nel nostro territorio sono fratelli, però io ho anche i cittadini di Treviso a cui rispondere. Voglio che ci sia un sistema nazionale e europeo che gestisca questi flussi, i migranti non possono arrivare in modo sregolato in un territorio che non ha più spazi né risorse, soprattutto perché si tratta di una accoglienza che non è dignitosa. Quegli appassionati che hanno portato i migranti sotto al municipio forse avrebbero preferito continuare a vederli lì, in quelle condizioni? Io non ho visto nessuno andare a pulire gli escrementi, a sanificare parcheggio e vani scale. Queste persone che hanno tanto cuore delegano gli altri a risolverle? Che si mettano in prima persona ad appianare i problemi».

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