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Sol.Co si amplia, Labomar ci crede

Nuova area produttiva per la cooperativa trevigiana capace di creare valore rimanendo fedele alla propria mission

Sol.Co. e Labomar

Luciana Cremonese e Walter Bertin

Nuova area industriale di 300 mq per Sol.Co. la cooperativa trevigiana divenuta realtà di riferimento per assemblaggi, controllo qualità, imballaggio e logistica leggera.

La novità riguarda il confezionamento alimentare di secondo livello in grado di impiegare un team dedicato, formato appositamente.

Il percorso di consolidamento della realtà operante a Treviso prosegue tramite l’investimento nell’area che alla qualità performativa e alla flessibilità operativa affianca percorsi occupazionali  per persone con fragilità.

Il messaggio rafforzato di affidabilità e competitività viene raccolto, tra gli altri, da Labomar, uno dei primi partner a credere nella solidità dell’azienda trevigiana guidata da Luciana Cremonese.

La presidente di Sol.Co. precisa come l’intenzione sia di affiancare concretamente le aziende, integrando la cooperativa nei loro flussi operativi e rispondendo sia alla produzione ordinaria sia a esigenze più complesse, dall’etichettatura alla marcatura, passando per l’assemblaggio. 

“Ci siamo strutturati in modo da poter modulare rapidamente le risorse, di gestire lavorazioni diverse e di garantire personale formato ed efficiente. Questo passaggio cruciale per noi dimostra che una cooperativa sociale può essere, a tutti gli effetti, un attore economico solido e performante: un’impresa orientata al futuro e capace di creare valore rimanendo coerente con la propria missione”.

Si tratta di una bellissima realtà locale” ammette Walter Bertin, fondatore e amministratore delegato di Labomar, affermata azienda nel campo della nutriceutica, a dimostrazione di quanto l’inclusione lavorativa, se supportata da un’organizzazione strutturata e da competenze consolidate, possa generare risultati pienamente allineati ai bisogni dei clienti e del mercato.

“Realtà come questa - aggiunge Bertin - meritano di essere sostenute e valorizzate perché rappresentano una risorsa preziosa per la comunità, capace di generare benefici che vanno ben oltre il risultato economico.”

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