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Salute
27.03.2026 - 23:56
L'equipe di Pneumologia Territoriale di Vittorio Veneto
La Pneumologia Territoriale dell’ospedale di Vittorio Veneto ha sviluppato un modello di presa in carico che oggi permette di seguire a domicilio 1.048 pazienti affetti da disturbi respiratori del sonno, attraverso i dispositivi CPAP, ovvero apparecchi che, indossati durante la notte, mantengono le vie aeree aperte garantendo una respirazione regolare.
Patologie dichiaratamente pericolose, le apnee notturne o, meglio, apnee ostruttive del sonno (OSAS), colpiscono oltre il 20-30% della popolazione adulta nelle fasce d’età più avanzate, eppure rimangono ancora molto sotto-diagnosticate.
I medici avvertono che, se non le si riconosce come disturbi e non si agisce per tempo, le apnee possono avere conseguenze serie per la salute, come l’aumento del rischio cardiovascolare, l’ipertensione, il diabete e anche incidenti legati alla sonnolenza diurna.
Come sapere se si soffre di apnee? Il disturbo consiste nella interruzione, spesso ripetuta, della respirazione mentre si dorme.
A volte ci si sveglia di soprassalto con la sensazione di essere senz’aria a disposizione, a volte il respiro riprende regolarmente dopo un intervallo più o meno lungo.
Tecnicamente avviene un “collasso delle vie aeree superiori”.
La pneumologia territoriale dell’ospedale di Vittorio Veneto ha però sviluppato un modello di presa in carico che oggi permette di seguire a domicilio già 1.048 pazienti affetti da disturbi respiratori del sonno, attraverso i dispositivi CPAP, ovvero apparecchi che, indossati durante la notte, mantengono le vie aeree aperte garantendo una respirazione regolare.
Di più, per questo approccio esiste il telemonitoraggio. Un processo che permette ai professionisti di pneumologia - grazie a sistemi digitali collegati ai dispositivi - di controllare a distanza l’efficacia della terapia, verificare che il paziente la segua con regolarità e intervenire tempestivamente in caso di problemi, senza che sia necessario recarsi in ospedale.
È stata inoltre realizzata la piattaforma regionale di telemedicina “Ticuro”, già attiva nell’Ulss 2: una soluzione integrata che consente di effettuare televisite specialistiche, teleconsulti, telemonitoraggio e teleassistenza infermieristica, in linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
«L’offerta terapeutica per i pazienti con apnee del sonno si è profondamente trasformata negli ultimi anni - spiega Luigi Marino, responsabile della Pneumologia Territoriale -. Grazie al lavoro svolto siamo oggi in grado di monitorare l’efficacia della terapia in tutta l’Ulss 2 e, se necessario, intervenire anche da remoto per ottimizzare il trattamento. Il paziente viene seguito con continuità, senza dover ogni volta venire fisicamente in ospedale.»
“A rendere possibili questi risultati – aggiunge Marino - la collaborazione con la direzione medica del presidio ospedaliero di Vittorio Veneto, diretta da Michelangelo Salemi, e con le UOC di Pneumologia, che hanno costruito una rete clinica capace di garantire continuità assistenziale, appropriatezza prescrittiva e monitoraggio costante dei pazienti”.
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