Cerca

Test Miles 33

Scopri tutti gli eventi

EVENTI

Occupazione

Pansac, l’ultima beffa: esclusi i lavoratori dalla ripartizione finale

La decisione del Tribunale di Venezia scatena la polemica della Femca Cisl

Francesco Coco

Si è chiusa nel modo peggiore la lunga e tormentata vicenda della Pansac, storica azienda produttrice di sacchetti e film plastici dichiarata fallita alla fine del 2011. Nell’ultima ripartizione delle risorse disponibili, infatti, i lavoratori sono rimasti esclusi dalla distribuzione dei fondi, che sono stati invece destinati a banche, fornitori e creditori prededuttivi.

Una decisione che pesa come un macigno: per ogni dipendente si tratta di circa 5 mila euro che non verranno corrisposti. “Non abbiamo alcuna intenzione di cedere e metteremo in campo tutte le azioni necessarie affinché ognuno riceva quanto gli spetta - assicura Francesco Coco, segretario generale della Femca Cisl (in foto) Venezia, parlando apertamente di una beffa ai danni dei lavoratori, già duramente colpiti da oltre un decennio di attese e sacrifici. La Pansac, prima del crac, contava più di mille addetti distribuiti tra Veneto e Nord Italia: 550 nello stabilimento di Malcontenta di Mira, circa un centinaio ciascuno a Marghera e Portogruaro, nel Veneziano, e altri tra Ravenna e Zingonia, nel Bergamasco.

Con il fallimento, nel dicembre 2011, si avviò la procedura di cassa integrazione straordinaria e la gestione passò al commissario Marco Cappelletto, avvocato di Mestre. Per circa due anni i lavoratori riuscirono a mantenere il posto, percependo però stipendi ridotti. Successivamente gli stabilimenti veneti furono progressivamente ceduti: Malcontenta passò prima a Polimira e poi a Poligof di Lodi, arrivando a occupare circa 250 persone; a Marghera nacque Polirama, controllata dal gruppo Selene di Lucca; Portogruaro, invece, chiuse definitivamente i battenti. Nel frattempo, i dipendenti vantavano crediti compresi tra i 20 e i 30 mila euro ciascuno, legati al mancato pagamento di Tfr, stipendi, ferie e mensilità aggiuntive. Una parte delle somme è stata recuperata nel tempo, ma non integralmente. L’ultima decisione, che esclude i lavoratori (pur creditori privilegiati) dalla distribuzione finale, ha riacceso rabbia e amarezza. “È una grande delusione – conclude Coco – perché ancora una volta non si è pensato alle prime vittime di questa crisi. La vicenda Pansac dimostra cosa accade quando certi segnali vengono sottovalutati: si perdono risorse, aziende e posti di lavoro. Speriamo che almeno serva da lezione per il futuro”. Ad annunciare battaglia con i sindacati sono stati nel frattempo il Comune di Mira che è intenzionato a fornire aiuto legale in una azione per recuperare i crediti mentre il consigliere regionale Jonathan Montanariello ha presentato una interrogazione in consiglio regionale.

Alessandro Abbadir

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edizione