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Verona celebra le donne dello sport: la mostra di Fondazione Bracco nel cuore della città olimpica

Da Porta Borsari i volti delle campionesse raccontano la sfida per la parità di genere, mentre la città si prepara alla chiusura dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026

Verona celebra le donne dello sport: la mostra di Fondazione Bracco nel cuore della città olimpica

Le sciatrici DianaMartina Vozza e Ylenia Sabidussi, tra le protagoniste "fotografiche" di "Una vita per lo sport", foto di Gerald Bruneau-Fondazione Bracco

Verona si scopre sempre più città olimpica e, al tempo stesso, palcoscenico di una riflessione profonda sul ruolo delle donne nello sport. È visitabile fino al 15 marzo, nel cuore del centro storico, la mostra fotografica “Una vita per lo sport. Volti e conquiste delle #100esperte”, promossa da Fondazione Bracco nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Allestita a cielo aperto lungo Porta Borsari, l’esposizione propone 22 grandi ritratti firmati dal fotografo francese Gerald Bruneau, dedicati a protagoniste del mondo sportivo: atlete, dirigenti e professioniste che hanno contribuito a cambiare il volto dello sport, superando barriere e stereotipi di genere. Un progetto che arriva a Verona in un momento simbolico, mentre la città si prepara a ospitare la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici Invernali e quella di apertura delle Paralimpiadi.

Rispetto alla precedente tappa milanese del 2025, la mostra si arricchisce di tre nuovi ritratti di particolare rilievo: Kirsty Coventry, prima donna eletta presidente del Comitato Olimpico Internazionale; Gerda Weissensteiner, plurimedagliata olimpica tra bob e slittino; e Angela Menardi, atleta paralimpica di wheelchair curling selezionata per i prossimi Giochi.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Verona e con il patrocinio di Fondazione Milano Cortina 2026, punta a rendere la cultura accessibile a tutti e a promuovere una visione dello sport più equa e inclusiva. Un messaggio che trova piena sintonia con l’edizione olimpica in corso, annunciata come la più paritaria di sempre.

«Questa galleria è una narrazione di storie intrise di valori forti, che raccontano una passione incrollabile per lo sport», ha sottolineato Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco, durante la presentazione dell’iniziativa. «Donne coraggiose che, con tenacia e determinazione, si sono affermate anche in discipline un tempo considerate esclusivamente maschili. Rendere visibili le competenze femminili significa offrire modelli, ispirare e contribuire a una società più giusta».

All’inaugurazione veronese era presente anche il sindaco Damiano Tommasi, che ha evidenziato il valore simbolico della mostra: «Questa esposizione si inserisce tra le iniziative legate a Milano Cortina 2026 e alle cerimonie veronesi. Valorizzare la parità di genere attraverso lo sport significa rafforzare un messaggio di diritti e pari opportunità. Farlo in una delle vie principali della città, con immagini di grande forza espressiva, rende tutto ancora più potente».

“Una vita per lo sport” nasce all’interno del progetto “100 donne contro gli stereotipi” (#100esperte), ideato dall’Osservatorio di Pavia e dall’associazione Gi.U.Li.A. Giornaliste, con il supporto della Commissione Europea. Il progetto comprende anche una banca dati online – 100esperte.it – che raccoglie i profili di professioniste e accademiche in diversi ambiti, con l’obiettivo di aumentare la presenza delle donne nei media come voci autorevoli.

Un obiettivo ancora lontano dall’essere raggiunto: secondo i dati del Global Media Monitoring Project 2025, gli uomini continuano a essere interpellati come esperti nel 70% dei casi. Da qui l’importanza di iniziative come questa, che uniscono arte, sport e impegno civile.

Accanto alla mostra, Fondazione Bracco promuove anche una ricerca realizzata con il Comitato Olimpico Internazionale e l’Osservatorio di Pavia per monitorare la rappresentazione delle atlete nei media nazionali, con l’intento di fornire strumenti concreti per contrastare gli stereotipi di genere.

A Verona, intanto, i volti delle campionesse osservano passanti, turisti e atleti in arrivo per le ultime, decisive settimane dei Giochi. Un invito silenzioso ma potente a guardare lo sport – e la società – con occhi nuovi.

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