Una situazione definita grave e inaccettabile che sta coinvolgendo anche il territorio veronese. I consiglieri regionali del Partito Democratico Anna Maria Bigon e Gianpaolo Trevisi intervengono sul caso dei dirigenti scolastici che, pur avendo superato regolarmente il concorso pubblico, si ritrovano oggi senza una sede assegnata.
Secondo i due esponenti dem, il problema nasce da un cambiamento dei criteri e degli assetti successivo alla conclusione delle procedure concorsuali. «Anche a Verona – denunciano – ci sono presidi che, nonostante una procedura valida e conclusa, restano senza incarico. Le regole non possono essere modificate a giochi fatti».
Bigon e Trevisi parlano di una vera e propria rottura del patto di fiducia tra lo Stato e i cittadini. «Un concorso pubblico rappresenta un impegno formale delle istituzioni – sottolineano –. Cambiare le condizioni dopo lo svolgimento delle prove significa compromettere la credibilità del sistema e arrecare un danno concreto a professionisti che hanno investito tempo, competenze e aspettative».
Al centro della polemica c’è anche il funzionamento delle scuole. «Parliamo di dirigenti scolastici indispensabili per garantire la qualità e la continuità dell’azione educativa – evidenziano –. Lasciarli senza sede, dopo averli selezionati, è un paradosso che il Ministero deve chiarire immediatamente».
Da qui la richiesta di un intervento urgente. I consiglieri regionali chiedono che vengano ristabilite regole certe e assicurata una soluzione equa per tutti i vincitori di concorso. «Il Veneto, e Verona in particolare – concludono – non possono pagare il prezzo di decisioni prese senza trasparenza e senza un adeguato confronto».
Una presa di posizione che riaccende l’attenzione su una vicenda destinata a pesare non solo sulle carriere dei dirigenti coinvolti, ma sull’intero sistema scolastico regionale.