Un nuovo arrivo nella notte all’ospedale di Borgo Trento, nell’ambito del programma nazionale di accoglienza sanitaria per i minori provenienti dalle zone di guerra. Un bambino di 12 anni, arrivato da Gaza insieme alla famiglia, è stato accolto nelle scorse ore a Verona ed è attualmente preso in carico dai servizi specialistici dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata.
Il giovane paziente è atterrato all’aeroporto di Milano Linate poco dopo la mezzanotte ed è stato trasferito a Verona dal Suem 118, raggiungendo il Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale di Borgo Trento intorno alle due della notte. Con lui la mamma, il papà e il fratello.
All’arrivo, le condizioni cliniche del bambino sono risultate buone. Dopo le prime valutazioni in Pronto soccorso, il paziente è stato preso in carico nella mattinata dall’Unità operativa complessa di Neuropsichiatria infantile. Il sospetto diagnostico riguarda una forma di epilessia resistente ai farmaci, probabilmente conseguente a un evento infettivo-infiammatorio avvenuto in passato. In questa fase sono in corso accertamenti approfonditi per chiarire l’origine del disturbo e definire il percorso terapeutico più adeguato.
Attualmente il bambino è ricoverato con il padre, mentre il resto della famiglia è ospitato in altra sede.
Questo nuovo arrivo si aggiunge a quelli dei mesi scorsi: altri due minori provenienti da Gaza erano stati accolti a Verona a novembre, mentre tra giugno e agosto quattro bambini erano stati ricoverati e curati all’Ospedale della donna e del bambino di Borgo Trento. Complessivamente, sono sette i bambini e adolescenti presi in carico nei reparti veronesi nell’ambito del programma coordinato dalla CROSS di Pistoia, la Centrale operativa nazionale della Protezione civile per il soccorso sanitario. La maggior parte dei pazienti è già stata dimessa; per alcuni proseguono le cure a domicilio con controlli ospedalieri programmati.
Il trasferimento del bambino è stato organizzato dal Suem 118 di Verona, che ha attivato mezzi e personale per garantire un trasporto sicuro e tempestivo dall’aeroporto all’ospedale. Al Pronto soccorso pediatrico, le prime verifiche hanno escluso situazioni di emergenza immediata.
Per la Neuropsichiatria infantile si tratta del secondo paziente proveniente da un’area di conflitto. Il percorso di cura sarà altamente specialistico e inizierà da una fase diagnostica approfondita, con l’obiettivo di comprendere le cause della patologia neurologica e migliorare l’efficacia del trattamento.
Un’ulteriore tappa di un impegno sanitario che vede Verona coinvolta nell’accoglienza e nella cura di minori fragili, provenienti da contesti segnati dalla guerra, attraverso una rete nazionale di solidarietà e competenze cliniche.
«Abbiamo accolto un ragazzo di 12 anni proveniente da Gaza, in buone condizioni generali ma con una problematica neurologica severa, un’epilessia farmaco-resistente probabilmente legata a un precedente evento infettivo-infiammatorio», spiega la direttrice della Neuropsichiatria infantile Francesca Darra. «Il percorso sarà inizialmente diagnostico, per chiarire le cause del disturbo e definire un approccio terapeutico adeguato, con trattamenti altamente specialistici».