Una memoria che unisce, non che divide. È questo il messaggio che arriva da Verona nelle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, dedicate alle vittime delle foibe e all’esodo degli istriani, fiumani e dalmati. Una giornata vissuta nel segno della riflessione condivisa, lontana dalle contrapposizioni, come ha sottolineato con forza l’assessore alla Memoria storica Jacopo Buffolo.
«Nel dare memoria non vi deve essere alcuna etichetta politica – ha affermato Buffolo – ma l’unanime volontà di riconoscere il dolore del passato e di impedire le violenze dell’oggi». Un richiamo chiaro alla responsabilità collettiva nel ricordare una delle pagine più complesse e dolorose della storia del confine orientale.
Le commemorazioni, organizzate dal Comune di Verona insieme alla Prefettura, al Comfoter di Supporto dell’Esercito e alle associazioni del Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Democratiche, si sono aperte al Cimitero Monumentale con la deposizione di una corona al Cippo in pietra dell’Istria dedicato alle Vittime delle foibe e delle tombe abbandonate. Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti delle principali istituzioni cittadine.
Nel suo intervento, l’assessore Buffolo ha invitato a un approccio serio e consapevole alla storia: «Riflettere sul passato significa ricordare una lunga scia di violenze che ha attraversato la frontiera adriatica tra Italia, Slovenia e Croazia. Esistono memorie divise, perché chi è stato vittima porta con sé una memoria di sofferenza. Ma l’obiettivo non può essere quello di costruire graduatorie di dolore o musei degli orrori».
Al contrario, ha spiegato Buffolo, la memoria deve servire a comprendere i meccanismi che hanno portato alla violenza, per evitare che si ripetano: «Spetta a tutti noi impedire l’escalation e fermare le violenze, soprattutto contro i civili, che purtroppo vediamo ancora oggi in molti contesti».
Le celebrazioni sono proseguite in piazza Martiri d’Istria e Dalmazia, nel quartiere di Santa Lucia, con la deposizione di una corona davanti alla stele realizzata nel 2013, che raffigura la mappa dei territori della frontiera adriatica segnati dalle foibe e dall’esodo.
Il programma della giornata si completa nel pomeriggio con un momento di approfondimento storico e culturale: al Chiostro di Santa Maria delle Vittorie si tiene il convegno «Dopo il Trattato di Osimo (1975). Italia e Slovenia tra memorie divise e frontiere che scompaiono», con la partecipazione di studiosi delle università di Verona e Padova e del Centro di ricerche scientifiche di Capodistria.
Una giornata di memoria che a Verona sceglie il dialogo, la conoscenza e la responsabilità come strumenti per leggere il passato e guardare al presente. Se vuoi, posso anche stringerlo per una versione web, oppure rafforzare ulteriormente il peso delle dichiarazioni di Buffolo in apertura.